
di Giuseppe De Santis –
La chiusura dello stretto di Hormuz sta spingendo diversi governi a individuare fonti alternative di petrolio e gas. In questo contesto, non sorprende che la scoperta di un importante giacimento di gas, situato a circa 170 chilometri da Cipro, stia attirando l’attenzione dell’Egitto.
Si tratta del primo giacimento individuato da Cipro nelle proprie acque territoriali. La gestione sarà affidata alla compagnia petrolifera statale cipriota in collaborazione con Shell, Chevron e NewMed Energy. L’avvio delle attività estrattive è previsto entro i prossimi sei anni.
Subito dopo la diffusione della notizia, il governo egiziano si è attivato per assicurarsi l’acquisto dell’intera produzione del giacimento, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza energetica dai Paesi del Medio Oriente. In quest’ottica, è prevista anche la costruzione di un gasdotto per il trasporto del gas verso l’Egitto.
Per il Cairo, questa scoperta rappresenta un’opportunità strategica, in un contesto in cui la domanda interna di gas è in costante crescita e la produzione nazionale resta ampiamente insufficiente a coprire il fabbisogno.
Per Cipro, invece, il nuovo giacimento potrebbe tradursi in significativi benefici economici. Prospettive positive che potrebbero rafforzarsi ulteriormente nei prossimi anni, qualora venissero individuate nuove riserve nelle acque territoriali dell’isola.











