di Sausan Khalil / Dire *

Esplodono le tensioni in Cisgiordania, mentre il primo ministro Netanyahu accelera sul riconoscimento degli insediamenti illegali dei coloni nei territori occupati. Quattro palestinesi e due soldati israeliani, sono morti questa mattina, a seguito degli scontri avvenuti nella città Tell, a sud-ovest di Nablus. Qui, secondo i media palestinesi, un gruppo di coloni, proveniente dall’insediamento illegale di Havat Gilad, avrebbe fatto irruzione nell’area orientale della città tentando di entrare in due case e di appiccare incendi. Immediata la riposta dei palestinesi che hanno cercato di difendersi, mentre i coloni aprivano il fuoco. Circa mezz’ora dopo i primi attacchi, i coloni sono tornati passando per la parte occidentale della città, colpendo un bambino con un’arma. Proprio questo episodio avrebbe scatenato un nuovo scontro tra gli abitanti di Tell e quelli degli insediamenti illegali, supportati dall’esercito israeliano, giunto nel frattempo sul posto.

Sull’origine degli scontri, però, l’Idf ha fornito una versione completamente opposta a quella dei media palestinesi. L’esercito israeliano, ha dichiarato che i suoi militari sono intervenuti per soccorrere un gruppo di escursionisti israeliani attaccati da residenti palestinesi nei pressi di Havat Gilad. Secondo il portavoce dell’esercito di Tel Aviv, durante i combattimenti, un uomo palestinese avrebbe sottratto l’arma d’ordinanza ad un colono e aperto il fuoco, uccidendo il 32enne Benayahu Mellet e ferendo altri due israeliani, prima di essere ucciso. Il Ministero della Salute palestinese a Ramallah ha confermato il decesso di quattro cittadini palestinesi-tutti appartenenti allo stesso nucleo familiare- oltre al ferimento di altri quattro residenti, tre dei quali ricoverati in condizioni critiche negli ospedali di Nablus. A seguito degli scontri di Tell, i coloni israeliani hanno attaccato altri cinque villaggi nei dintorni di Nablus.

Sul piano politico il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno convocato una riunione d’emergenza con i capi di stato maggiore, annunciando l’avvio imminente di un’operazione su vasta scala nel distretto di Nablus. Intanto il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, ha dichiarato pubblicamente che i villaggi palestinesi di Tell, Iraq Burin e Beit Furik devono essere assimilati, per modalità d’intervento, ai campi profughi di Nablus e Tulkarm, ipotizzando lo sgombero forzato degli abitanti e la costruzione immediata di nuovi insediamenti e infrastrutture di difesa quale risposta strategica.

Una condanna senza mezzi termini per i palestinesi uccisi oggi è arrivata dal ministero degli Esteri palestinese che in una nota ha affermato: “Questo massacro rappresenta una nuova manifestazione della Nakba in corso inflitta al nostro popolo palestinese. Riflette la sinergia di ruoli e la coordinazione criminale tra le autorità di occupazione, le loro forze e le bande di coloni nell’attuazione di una politica israeliana sistematica e ufficiale, volta a servire interessi elettorali e un progetto di liquidazione della presenza palestinese. Tale politica mira a lasciare mano libera ai coloni affinché commettano ulteriori crimini contro i civili palestinesi, con l’obiettivo di annientarli, intimidirli e costringerli con la forza ad abbandonare la propria terra, nel tentativo di imporre ulteriori realtà coloniali sul terreno in tutto il territorio palestinese occupato – inclusa Gerusalemme Est – nell’ambito di politiche di annessione e pulizia etnica“.

* Fonte: agenzia Dire.