Prendiamo atto che la maggioranza degli imprenditori di Cernobbio promuove l’azione del Governo. Le nostre 370.000 imprese associate dicono il contrario.

Il bilancio che arriva dalle imprese associate a Confimprenditori è fortemente negativo. Nelle ultime settimane l’associazione ha raccolto le preoccupazioni, le difficoltà e le richieste degli imprenditori, e il quadro che emerge è tutt’altro che rassicurante.

La stragrande maggioranza delle imprese giudica insufficienti le misure messe in campo sul fronte della competitività e guarda con crescente preoccupazione all’aumento del costo dei carburanti. Un ulteriore aggravio dei costi rischia infatti di tradursi in una contrazione dell’attività economica, mettendo sotto pressione soprattutto le realtà più fragili.

A pesare è anche una burocrazia che continua a essere percepita come un ostacolo alla crescita. Le semplificazioni annunciate da anni, secondo gli imprenditori, restano troppo spesso sulla carta, trasformandosi in promesse e annunci ai quali non seguono tempi certi e risultati concreti.

Ancora più severo è il giudizio sulla politica industriale. Per una larga parte delle imprese manca una strategia capace di affrontare con una visione complessiva i nodi strutturali della competitività, della fiscalità, degli incentivi e della semplificazione amministrativa.

“Probabilmente i gli imprenditori invitati al forum di Cernobbio si sono distratti in questi anni – afferma il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo –. Noi rappresentiamo le 370.000 piccole e medie imprese che ogni giorno fanno i conti con il caro carburanti, la burocrazia e l’assenza di una politica industriale, e che si aspettano molto di più da chi le governa.

Da troppo tempo assistiamo a un susseguirsi di comunicati stampa, annunci e proclami. Nel frattempo le imprese pagano costi sempre più alti e devono prendere decisioni senza avere certezze”.