di Ghazy Eddaly –
Sono passati più di due anni dall’insurrezione contro il regime di Bashar al-Assad, una spirale di violenza che ha causato migliaia di vittime tra morti e feriti ed un esodo interminabile di profughi; dai confini aperti passano armi e combattenti di ogni nazionalità, ma nessuno mai si era, fino ad oggi, preoccupato di salvare le vittime innocenti della guerra: si è assistiti fino ad oggi a dialoghi noiosi fra la Russia, appoggiata dai paesi vicini al regime di al-Assad e gli Stati Uniti con i loro alleati, poiché è stato un gioco di interessi strategici e di calcoli per il dominio sull’area.
Poi, finalmente, si è saputo dell’impiego di armi chimiche, in modo toccante sono stati mostrati i bambini asfissiati e da quel momento le Forze internazionali, ad esclusione della Russia, hanno tirato fuori una sorta di preoccupazione mista all’inganno, con la paura che le armi chimiche, di cui la Siria detiene il maggior arsenale al mondo, possano un domani cadere nelle mani dei gruppi qaedisti, come al-Nusra, per poi essere impiegate contro Israele.
Al momento i politici sono all’opera per convincere le rispettive popolazioni e gli altri paesi della bontà di un intervento, ma questo porterebbe ulteriore dolore e versamento di sangue, fino alla distruzione totale del paese.












