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Il premier giapponese Shinzo Abe ha reso noto che “Come risultato dei colloqui Giappone-Corea del Nord, la parte nordcoreana ha promesso alla parte giapponese che condurrà una complessiva inchiesta su tutti i giapponesi, comprese le vittime di rapimento e gli scomparsi per i quali l’ipotesi del rapimento non è esclusa”.

Si tratta di alcune decine di giapponesi scomparsi nella Corea del Nord fra gli Anni ’70 e ’80, di cui non si è più avuta notizia, sparizioni per le quali in passato vi sono state vive proteste del Giappone fino al vertice di Ulan Bator del marzo 2013, realizzato con la mediazione della Mongolia; altri meeting segreti fra i rappresentanti delle due nazioni si sarebbero poi svolti in seguito.

In cambio dell’apertura dell’inchiesta il governo giapponese ha concordato un allentamento delle sanzioni nei confronti di Pyonyang e, come ha spiegato Masao Okonogi, esperto di Corea della Kyushu University, citato dal Japan Times, “La ristrutturazione dell’economia è una priorità” per la Corea del Nord.