Corea del Nord. Ancora nessuna notizia di Jo Song-gil

I fuoriusciti nordcoreani chiedono all’Italia si garantire la sicurezza e di verificare se vuole andare in Corea del Sud.

di Nunzio Messere

Ancora non si hanno notizie di Jo Song-gil, il facente funzioni ambasciatore a Roma della Corea del Nord che, stando a quanto denunciato dal parlamentare sudcoreano Kim Min-ki, ai primi dell’anno avrebbe fatto perdere le tracce sue e della sua famiglia a termine mandato per evitare il rientro in patria.
La Farnesina ha smentito Jo avesse chiesto asilo politico in Italia, come pure appare insolito che il diplomatico fosse a Roma con la famiglia, dal momento che, nonostante si tratti di un individuo imparentato con un’alta sfera del regime, solitamente non viene concesso ai diplomatici di portare nelle missioni moglie e figli proprio per scongiurare un’eventuale fuga.
Oggi una “coalizione” di fuoriusciti nordcoreani guidati dall’ex viceambasciatore a Londra Thae Yong-ho, si è rivolto “al governo sudcoreano per chiedere alla controparte italiana di garantire la sicurezza di Jo e della sua famiglia e di verificare se loro vogliono andare in Corea del Sud in una condizione che assicuri la sua libertà di scelta”, dal momento che ne hanno diritto.
L’appello indica che l’alto diplomatico, in Italia dal 2015 e dal 2017 con le funzioni di ambasciatore dopo che il titolare, Mun Jong-nam, era stato espulso in segno di protesta per il test missilistico che aveva sorvolato il Giappone, si troverebbe nel nostro paese, cosa peraltro riportata da subito dal quotidiano sudcoreano JoongAng Ilbo, il quale aveva indicato che Jo Song-gil “sarebbe ora in un luogo sicuro” messogli a disposizione dalle autorità italiane.
Il dossier è comunque nelle mani dei servizi italiani, Aise e Aisi.