di Giuseppe De Santis –

Con una crescita media del 6,4%, la Costa d’Avorio è oggi uno dei Paesi con il più alto tasso di sviluppo al mondo. Un risultato dovuto soprattutto al ruolo di primo produttore mondiale di cacao, oltre che di importante esportatore di anacardi e gomma arabica.

Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, il governo ritiene che questo non sia sufficiente e ora intende incentivare l’estrazione di petrolio e gas, con l’obiettivo di diversificare l’economia e accelerare ulteriormente lo sviluppo del Paese.

Gli obiettivi sono ambiziosi: l’esecutivo punta a raggiungere una produzione di 200 mila barili di petrolio al giorno entro il 2027-2028, per arrivare a 500 mila barili entro il 2035, così da entrare nella lista dei cinque principali produttori di petrolio dell’Africa.

La decisione ha attirato l’interesse di diverse compagnie petrolifere, tra cui Eni (presente nel Paese da anni) la brasiliana Petrobras e l’americana Vaalco Energy Inc. Tutte hanno apprezzato gli incentivi messi a disposizione dal governo ivoriano per favorire l’estrazione di petrolio e gas nelle acque offshore della Costa d’Avorio.

Secondo le stime governative, l’aumento dell’attività estrattiva potrebbe far salire il tasso di crescita economica dal 6,4% attuale al 7,2%, contribuendo così a incrementare il reddito medio dei cittadini ivoriani e portando benefici significativi all’intero Paese.