di Giuseppe De Santis –
Una delle tendenze più positive degli ultimi anni in Africa è la nascita di imprese create da imprenditori africani che stanno sottraendo quote di mercato alle multinazionali straniere.
Gli esempi sono numerosi e, tra questi, spiccano tre aziende della Costa d’Avorio attive nella distribuzione di carburanti, nei pagamenti digitali e nella produzione di cosmetici, che stanno conquistando non solo il mercato ivoriano, ma anche quello di altri Paesi africani.
Petro Ivoire è stata fondata nel 1994, quando il mercato della distribuzione dei carburanti era dominato dalle multinazionali straniere. Oggi è la principale società di distribuzione della Costa d’Avorio. Uno dei fattori del suo successo risiede nella capacità dei dirigenti di prendere decisioni più rapidamente rispetto ai concorrenti internazionali e nella profonda conoscenza del mercato locale.
Tra i risultati raggiunti figurano la leadership nel mercato del butano e l’introduzione, nelle proprie stazioni di servizio, di punti di ricarica per veicoli elettrici.
Un altro settore nel quale le aziende africane stanno registrando una crescita significativa è quello dei pagamenti digitali. Nel 2020, in Costa d’Avorio, è nata Djamo, una società che offre servizi di investimento, pagamenti e conti correnti tramite smartphone. Oggi la piattaforma è utilizzata da circa due milioni di persone e da diecimila imprese.
All’inizio convincere gli investitori fu difficile, poiché pochi credevano nelle potenzialità di un simile progetto in un mercato francofono. Oggi, invece, la società rappresenta uno dei principali casi di successo del settore.
Diverso è il percorso di Kaira Holding, azienda specializzata nella produzione di cosmetici. L’impresa ha iniziato la propria attività in un appartamento di due stanze, producendo saponi con un capitale iniziale di settemila dollari. Oggi commercializza i propri prodotti in 32 Paesi tra Africa, Europa e Medio Oriente.
Oltre ai cosmetici e ai prodotti per l’igiene personale, Kaira Holding realizza internamente anche il packaging e la stampa delle confezioni. Questa integrazione verticale le ha consentito di ridurre i costi di produzione fino a renderli inferiori a quelli sostenuti in Cina.
Questi tre esempi non rappresentano più un’eccezione, ma una tendenza sempre più diffusa non solo in Costa d’Avorio, ma anche in altri Paesi africani. Si tratta di un’evoluzione importante, perché è proprio attraverso la crescita di imprese locali che si creano sviluppo economico e occupazione.












