di Alessio Cuel –
Zoran Milanović, già primo ministro dal 2011 al 2016 e presidente della Croazia dal 2020, è il favorito per la vittoria delle elezioni presidenziali croate, il cui primo turno è in corso oggi. Milanović, socialdemocratico, ha come principale sfidante Dragan Primorac, candidato sostenuto dal governo conservatore. Tuttavia, è probabile che nessuno dei due candidati riesca a superare il 50% dei consensi al primo turno.
In tal caso, una volta eliminati gli altri sei candidati — per lo più esponenti di partiti di destra — si dovrà attendere il 12 gennaio per un ballottaggio tra socialdemocratici e conservatori, che determinerà il nuovo presidente croato per i prossimi cinque anni.
Milanović, largamente il politico più popolare in Croazia, ha interpretato il proprio mandato presidenziale in maniera piuttosto interventista, fatto insolito per chi ricopre una carica tradizionalmente imparziale e il più possibile superpartes.
Milanović si è per esempio opposto all’ingresso di Finlandia e Svezia nella NATO e si è rifiutato di inviare in Germania un contingente che avrebbe dovuto partecipare a un addestramento per le truppe ucraine. Più in generale, pur essendo egli socialdemocratico, Milanović si è avvicinato progressivamente a posizioni sempre più di destra.
Sono chiamati al voto circa 3,7 milioni di cittadini, tra cui quasi 200.000 appartenenti alla cosiddetta “diaspora croata”. Subito dopo le 19, verranno diffusi i primi exit poll, che indicheranno se il nuovo presidente sarà già stato eletto o se si dovrà attendere due settimane per il secondo turno.




