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L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha incontrato ieri Sultan Ahmed Al Jaber, il suo omologo della Abu Dhabi National Oil Company (Adnoc), la compagnia petrolifera di stato emiratina. I due hanno firmato un contratto per l’assegnazione all’azienda italiana del 25% della concessione della durata di 40 anni denominata Ghasha, un grande progetto riguardante l’estrazione di gas nelle acque al largo di Abu Dhabi comprendente i giacimenti Hail, Ghasha, Dalma e diversi altri campi offshore situati nella regione di Al Dhafra.

Ad annunciarlo è l’ufficio stampa di Eni tramite un comunicato pubblicato sul proprio sito internet, nel quale si legge anche che i giacimenti in questione, secondo le stime, contengono diversi trilioni di piedi cubi di gas e quando gli impianti funzioneranno a pieno regime (secondo le previsioni ci vorranno circa 5 anni) si avrà una produzione stimata di 1.5 miliardi di piedi cubi di gas al giorno, sufficiente per soddisfare circa il 20% della domanda di gas degli Eau. All’ attività legata al gas si aggiungerà poi l’estrazione di 120.000 barili al giorno di petrolio.

In seguito alla stipula del contratto, che arriva dopo l’acquisizione sempre da parte di Eni di altre quote nelle concessioni di Umm Shaif e Nasr e di Lower Zakum, Descalzi ha espresso la propria soddisfare dichiarando: “Stiamo perseguendo una strategia di crescita in Medio Oriente e la firma di oggi, assieme agli accordi stipulati con Adnoc lo scorso marzo, è un’ulteriore conferma della nostra volontà di radicare la nostra presenza ad Abu Dhabi. Questa operazione è inoltre un’ulteriore prova della forte alleanza con un partner così importante come Adnoc e la dimostrazione della loro fiducia nel nostro modello upstream, riconosciuto a livello mondiale, basato sull’integrazione dell’esplorazione e dello sviluppo. Questo modello ci ha permesso di raggiungere risultati straordinari negli ultimi anni, sia nell’esplorazione sia nello sviluppo delle nostre scoperte con un time-to-market da record”