di Giuseppe Gagliano –

Gli Emirati Arabi Uniti stanno lavorando per potenziare le loro capacità di difesa aerea terrestre, valutando due importanti sistemi radar, uno prodotto da Hensoldt e l’altro da Patria, aziende leader nel settore della tecnologia militare. Questa iniziativa fa parte di una strategia a lungo termine per migliorare la sicurezza nazionale, consentendo una sorveglianza aerea più efficace e una risposta rapida alle minacce.

Il radar TRML-4D di Hensoldt, basato sulla tecnologia AESA (Antenna a Scansione Elettronica Attiva), offre una sorveglianza tridimensionale rapida e precisa, con la capacità di rilevare, tracciare e identificare una vasta gamma di obiettivi aerei, tra cui droni, missili, elicotteri e aerei. Può monitorare fino a 1500 bersagli simultaneamente, fornendo una copertura in tempo reale su lunghe distanze e mantenendo alte prestazioni anche in ambienti complessi o con interferenze.

Il sistema radar ARIS di Patria utilizza anch’esso la tecnologia AESA, garantendo un’elevata precisione e affidabilità in scenari complessi, come ambienti urbani o con un alto traffico aereo. L’ARIS si distingue per la sua modularità e scalabilità, che permettono una facile integrazione con altre piattaforme di difesa e una personalizzazione in base alle esigenze operative.

Gli Emirati Arabi Uniti cercano un sistema radar capace di rilevare e tracciare rapidamente le minacce aeree, resistente a condizioni atmosferiche avverse e contromisure elettroniche, facilmente integrabile con i sistemi esistenti e dotato di modularità per futuri aggiornamenti. La facilità di manutenzione e l’affidabilità a lungo termine sono considerati aspetti cruciali. Le discussioni tra gli Emirati Arabi Uniti e i produttori Hensoldt e Patria sono ancora in corso e si prevede che le valutazioni tecniche si intensificheranno nei prossimi mesi. Gli Emirati, noti per l’attenzione alle tecnologie avanzate, stanno considerando non solo le prestazioni tecniche ma anche i costi e le possibilità di cooperazione a lungo termine. Si stima che una decisione finale potrebbe arrivare entro il 2025, con una possibile implementazione dei nuovi sistemi radar nei prossimi anni, rafforzando così le capacità di difesa aerea del Paese.