di Giuseppe Gagliano

Nel Mediterraneo orientale, al largo di Alessandria d’Egitto, si è svolta un’esercitazione navale congiunta tra la Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione Cinese (PLAN) e la marina egiziana. Le navi coinvolte includevano un cacciatorpediniere cinese della classe Type 052D, una nave da rifornimento della classe Type 903A, e una fregata egiziana della classe FREMM. Durante le manovre le forze navali di entrambi i paesi si sono esercitate in navigazione in formazione, coordinamento delle comunicazioni e manovre per il rifornimento marittimo, dimostrando una stretta collaborazione.

Questa interazione navale è stata preceduta da una visita di cinque giorni delle navi cinesi ad Alessandria, durante la quale i marinai cinesi ed egiziani hanno partecipato a scambi professionali e attività sociali, come partite di calcio, per rafforzare i legami tra le due nazioni. Prima di arrivare in Egitto le navi cinesi avevano visitato San Pietroburgo, partecipato a esercitazioni con la marina russa nel Golfo di Finlandia, e fatto scalo a Casablanca per rifornimento e manutenzione.

La presenza cinese nel Mediterraneo è diventata più frequente negli ultimi anni, evidenziando un’espansione della sua influenza marittima. Questi movimenti fanno parte di una strategia più ampia per sviluppare una “blue water navy,” cioè una marina in grado di operare su scala globale, proteggendo gli interessi cinesi internazionali, in particolare in Africa e Medio Oriente. I crescenti investimenti cinesi in infrastrutture portuali in paesi come l’Egitto sono un esempio di come Pechino stia cercando di rafforzare la sua posizione strategica e commerciale nella regione.

In Egitto diverse aziende cinesi, sia private che statali, sono attivamente coinvolte nella gestione e nello sviluppo di importanti porti. Ad esempio, Hutchison Ports ha investito notevoli somme nella costruzione e gestione di terminal container, in collaborazione con la marina egiziana, nei porti di Abu Qir, Alessandria ed el-Dekheila. Altri investimenti cinesi includono piani per un terminal ad alta tecnologia nel porto di Ain Sokhna e partecipazioni nei porti di East Port Said e Ain Sokhna, strategicamente posizionati lungo il Canale di Suez e il Mar Rosso.

Questo modello di investimento economico seguito dalla presenza militare riflette una strategia comune adottata dalla Cina in altre parti del mondo, mirando a creare basi logistiche che potrebbero essere utilizzate sia per scopi commerciali che militari. L’approccio cinese è visto come un tentativo di diventare una potenza globale capace di rivaleggiare con gli Stati Uniti, in linea con le ambizioni di Pechino di espandere la sua influenza su scala mondiale. Questi sviluppi potrebbero rappresentare una sfida per le potenze occidentali, che potrebbero considerare la crescente presenza cinese come una minaccia ai loro interessi strategici nella regione.