di Giuseppe De Santis –

Sono milioni i sudanesi che vivono in Egitto come rifugiati, alcuni clandestinamente, altri con documenti regolari. Tuttavia, le autorità egiziane sembrano aver deciso di intensificare le espulsioni, colpendo anche persone in possesso di validi permessi di soggiorno.

A tale proposito, la polizia egiziana organizza ogni giorno retate nelle aree urbane e nelle città dove la presenza sudanese è più elevata, fermando uomini, donne, anziani e bambini. Negli ultimi tempi le forze di sicurezza avrebbero iniziato a cercare i rifugiati anche nelle abitazioni private, nel tentativo di impedire che qualcuno sfugga all’arresto.

Secondo le organizzazioni internazionali, in Egitto vivrebbero circa un milione di rifugiati sudanesi, anche se il numero reale potrebbe essere molto più alto. Sarebbe proprio questa crescente presenza ad aver spinto le autorità del Cairo ad adottare misure più severe.

Sebbene le espulsioni siano iniziate già alcuni anni fa, la campagna contro i rifugiati sudanesi si sarebbe intensificata tra dicembre e gennaio scorsi e proseguirebbe ancora oggi, nonostante le proteste di numerose associazioni umanitarie.

I sudanesi arrestati vengono trasferiti nei campi situati vicino alla frontiera con il Sudan, per poi essere espulsi dal Paese.

Al momento non è chiaro quali siano le reali motivazioni alla base di questa politica. Secondo alcune interpretazioni, il governo egiziano starebbe cercando di tutelare gli interessi dei cittadini egiziani, che si troverebbero a competere con i rifugiati per case, lavoro e sussidi. Le autorità intenderebbero inoltre prevenire possibili tensioni sociali tra la popolazione locale e i rifugiati sudanesi.