di Giuseppe De Santis –
Il governo egiziano ha avviato una strategia volta a ridurre l’elevato tasso di disoccupazione e stimolare la crescita economica attraverso la promozione di nuovi impianti manifatturieri. L’obiettivo è sviluppare una capacità produttiva in grado di servire non solo il mercato interno, ma anche quello dell’esportazione.
Tra i diversi progetti previsti, uno dei più rilevanti riguarda la costruzione di impianti per la produzione di automobili e altri mezzi di trasporto. Il piano prevede la realizzazione di fabbriche destinate alla produzione di autovetture, veicoli leggeri e autobus, con una capacità produttiva compresa tra 25mila e 50mila unità.
A differenza di precedenti iniziative basate principalmente sull’assemblaggio, il nuovo progetto punta a creare un ciclo produttivo completo: alcune delle fabbriche, infatti, produrranno direttamente componenti e parti meccaniche, aumentando il valore aggiunto interno e i benefici economici per il Paese.
I veicoli realizzati rispetteranno i più avanzati standard ambientali e, oltre a essere destinati al mercato egiziano, saranno esportati verso altri Paesi. Secondo le previsioni, la costruzione degli impianti dovrebbe essere completata entro il 2027 e, nei cinque anni successivi, la produzione raggiungerà circa 50mila veicoli, di cui la metà destinata all’export. Il progetto dovrebbe inoltre generare circa mille nuovi posti di lavoro.
L’iniziativa si inserisce in una visione economica più ampia del governo egiziano, orientata non solo alla creazione di occupazione, ma anche alla sostituzione delle importazioni con produzioni locali. Una strategia volta a ridurre il consistente deficit commerciale, che continua a esercitare una forte pressione sulla valuta nazionale.




