di Giuseppe Gagliano

La Francia ha raggiunto un accordo con l’Egitto per la vendita di sottomarini di classe Barracuda, fatto che rappresenta un passaggio strategico cruciale per entrambe le nazioni, influenzando il bilancio del potere navale nel Mediterraneo e nell’area del Mar Rosso. Dal punto di vista militare la capacità dell’Egitto di ottenere i sottomarini Barracuda, noti per la loro avanzata tecnologia stealth e per la possibilità di essere equipaggiati con missili da crociera, migliorerà significativamente la sua potenza navale e dissuasiva nella regione.

Uno degli aspetti più delicati dell’accordo riguarda il trasferimento di tecnologia (TOT), un elemento che l’Egitto considera fondamentale per rafforzare la propria industria della difesa e diminuire la dipendenza dai partner esteri.

Il Naval Group, costruttore francese dei sottomarini, è al centro di queste negoziazioni, in particolare per quanto riguarda l’accesso ai motori e ai sistemi d’armamento avanzati. Sebbene diversi problemi siano stati risolti, restano differenze significative, soprattutto sul ruolo dell’Egitto nella costruzione di sottomarini destinati anche all’esportazione. Dal punto di vista strategico, questo accordo rafforza l’asse tra Egitto e Francia nel settore della difesa, ma solleva interrogativi su come altre potenze regionali, come l’Arabia Saudita e la Turchia, potrebbero rispondere a questo potenziamento navale. Inoltre, la capacità di utilizzare questi sottomarini per controllare punti strategici come il Canale di Suez o il Mar Rosso potrebbe avere implicazioni rilevanti sulla sicurezza marittima e sul commercio globale.