di Alberto Galvi –
L’Eswatini ha accettato di ricevere un gruppo di persone deportate dagli Stati Uniti nell’ambito della politica di dura repressione dell’immigrazione irregolare promossa dall’amministrazione Trump. Uno di loro è stato rimpatriato in Giamaica, il suo Paese d’origine, mentre gli altri risultano tuttora trattenuti in stato di detenzione. Il governo di Mbabane ha confermato di aver ricevuto 5,1 milioni di dollari da Washington in cambio dell’accettazione di cittadini espulsi da Paesi terzi.
Finora gli Stati Uniti hanno trasferito in Eswatini almeno 15 persone. Il primo gruppo di cinque uomini è arrivato a luglio a bordo di un aereo militare statunitense noleggiato, mentre un secondo gruppo è stato inviato all’inizio di ottobre. L’intesa prevederebbe un massimo di 160 arrivi. La notizia ha suscitato preoccupazione anche nel vicino Sudafrica, che teme che alcuni deportati possano attraversare il suo confine, noto per essere particolarmente permeabile. L’Eswatini, piccolo Stato senza sbocco sul mare, è infatti interamente circondato da Sudafrica e Mozambico ed è governato dal 1986 dal re Mswati III.
I dettagli dell’accordo non sono stati resi pubblici e il governo si trova ora a fronteggiare un’azione legale avviata da avvocati per i diritti umani, i quali sostengono che l’intesa segreta violi la Costituzione. L’esecutivo respinge le accuse, affermando di disporre della piena autorità per negoziare e stipulare accordi di questo tipo con gli Stati Uniti.




