di Alberto Galvi –
Ha preso il via ad Addis Abeba il secondo round dei negoziati tra Etiopia, Egitto e Sudan sulla GERD, la Grande Diga Rinascimentale Etiope. Questo mese l’Etiopia ha annunciato il completamento del quarto e ultimo riempimento della GERD, suscitando l’immediata condanna del Cairo, che ha denunciato lo spostamento del flusso d’acqua come illegale. L’Egitto potrebbe rimanere senza acqua entro il 2025.
L’enorme diga idroelettrica a piena capacità può generare più di 5mila megawatt di elettricità; è lunga 1,8 chilometri ed alta 145 metri. Ciò raddoppierà la produzione di elettricità in Etiopia, dove vi ha attualmente accesso solo la metà dei 120 milioni di abitanti.
L’Egitto e il Sudan temono che la massiccia diga da 4,2 miliardi di dollari ridurrà gravemente la quota di acqua del Nilo, e hanno ripetutamente chiesto ad Addis Abeba di interrompere il riempimento finché non sarà raggiunto un accordo.
La posizione del Sudan ha oscillato negli ultimi anni. Il conflitto del Darfur è essenzialmente una guerra per l’accesso all’acqua. Per anni in disaccordo sulla questione, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e il primo ministro etiope Abiy Ahmed hanno stabilito a luglio di concludere un accordo entro quattro mesi.












