di Giuseppe Gagliano

Il congresso del Fronte Popolare di Liberazione del Tigré (TPLF) ha recentemente evidenziato una profonda spaccatura all’interno del partito, segnando un punto di svolta nella politica regionale del Tigré e, più in generale, nell’assetto politico dell’intera Etiopia. La rimozione di Getachew Reda dalla vicepresidenza e la sua sostituzione con Amanuel Assefa, insieme ad altri cambiamenti significativi nella leadership del partito, riflettono un tentativo da parte della fazione dominante di consolidare il potere, escludendo coloro che sono percepiti come minacce alla coesione interna.

Questo scisma non è solo una questione interna al TPLF, ma ha implicazioni geopolitiche rilevanti. Il TPLF infatti è stato a lungo uno degli attori principali nel panorama politico etiopico e la sua destabilizzazione può influenzare l’equilibrio di potere non solo nella regione del Tigré, ma anche a livello nazionale. Il governo federale etiopico, guidato dal primo ministro Abiy Ahmed, osserva con attenzione queste dinamiche interne, dato che il TPLF è stato a lungo in opposizione al governo centrale, culminando nella guerra civile che ha devastato il Tigré fino all’accordo di pace di Pretoria.

Il fatto che Getachew Reda, nominato a capo dell’amministrazione provvisoria del Tigré dallo stesso Abiy Ahmed, sia ora coinvolto in una faida interna al TPLF, solleva domande sul futuro dell’accordo di pace e sulla stabilità del Tigré. La sua dichiarazione, che definisce il congresso “nullo e illegale”, è un chiaro segnale di sfida alla nuova leadership del partito e indica la possibilità di una resistenza continua da parte della sua fazione.

A livello geopolitico questa divisione potrebbe avere conseguenze significative. L’Etiopia è un paese chiave nel Corno d’Africa e qualsiasi instabilità nel Tigré potrebbe ripercuotersi sulla sicurezza regionale. Inoltre le tensioni interne al TPLF potrebbero essere sfruttate da attori esterni che cercano di influenzare la situazione politica in Etiopia, alimentando ulteriormente l’instabilità.

Il coinvolgimento del Consiglio elettorale nazionale dell’Etiopia, che ha dichiarato illegale il congresso del TPLF, aggiunge un ulteriore livello di complessità alla situazione. Questo intervento potrebbe essere interpretato come un tentativo del governo centrale di limitare l’autonomia del Tigré, il che potrebbe esacerbare le tensioni tra il TPLF e il governo federale.

La spaccatura interna al TPLF rappresenta quindi un momento critico per il Tigré e per l’intera Etiopia. Le conseguenze di questo scisma potrebbero estendersi ben oltre i confini della regione, influenzando le dinamiche geopolitiche del Corno d’Africa e mettendo alla prova la tenuta dell’accordo di pace di Pretoria. La comunità internazionale dovrà monitorare attentamente la situazione, considerando le potenziali implicazioni per la stabilità della regione e per gli equilibri politici interni all’Etiopia