di Giorgio Raimondi –
La riforma della Politica Agricola Comune (PAC) post-2027 non rappresenta un semplice aggiornamento tecnico delle politiche europee, ma segnala un riequilibrio politico dell’agenda dell’Unione Europea, nel quale la sicurezza alimentare, la stabilità dei redditi agricoli e la resilienza delle filiere tornano a occupare una posizione centrale accanto agli obiettivi ambientali. L’aumento delle risorse proposto dalla Commissione indica una presa d’atto del mutato contesto geopolitico e delle pressioni esercitate dagli Stati membri più esposti sul fronte agricolo, tra cui l’Italia.
In questo quadro, la PAC assume sempre più i contorni di uno strumento strategico, non solo economico, attraverso cui l’Unione tenta di preservare coesione interna, autonomia produttiva e capacità di risposta a shock esterni.
Il nuovo quadro finanziario pluriennale e il ritorno del conflitto politico europeo.
Nelle prime settimane del 2026 la Commissione Europea ha presentato una revisione significativa della proposta di Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, prevedendo un incremento delle risorse destinate alla PAC fino a circa 387 miliardi di euro. Si tratta di una correzione rilevante rispetto alle ipotesi iniziali, che avevano sollevato forti critiche per il rischio di un ridimensionamento della politica agricola in favore di altre priorità europee.
La revisione non è avvenuta in un vuoto politico. Al contrario, è il risultato di un confronto acceso tra Stati membri, in cui si sono contrapposti, da un lato, i Paesi tradizionalmente più orientati al rigore di bilancio e alla riduzione delle politiche redistributive e, dall’altro, quelli per i quali l’agricoltura rappresenta un asset strategico economico e sociale. Il dibattito ha riaperto una frattura storica tra Nord e Sud dell’Unione, tra contributori netti e beneficiari della PAC, e tra un approccio prevalentemente regolatorio e uno più orientato alla protezione delle filiere produttive.
In questo contesto, l’incremento delle risorse agricole segnala anche un riequilibrio dei rapporti di forza all’interno del Consiglio e una maggiore cautela della Commissione nel comprimere uno dei pilastri storici dell’integrazione europea.
Il ruolo italiano e la natura del risultato ottenuto.
L’Italia ha svolto un ruolo attivo in questa fase negoziale, sostenendo la necessità di preservare e rafforzare il budget agricolo europeo. La posizione del governo guidato da Giorgia Meloni ha trovato riscontro nella revisione della proposta della Commissione, che ha riconosciuto l’esigenza di garantire maggiore stabilità al settore primario.
Il risultato ottenuto, che potrebbe tradursi in circa 10 miliardi di euro aggiuntivi per l’agricoltura italiana nel periodo 2028-2034 rispetto alle previsioni iniziali, appare in parte strutturale, poiché inserito in un mutato contesto europeo che riconosce all’agricoltura una funzione strategica più ampia. Allo stesso tempo, esso è stato reso possibile da una fase politica favorevole, nella quale la pressione esercitata dal governo italiano ha contribuito a orientare il negoziato in modo concreto. Più che un episodio isolato, il risultato riflette dunque una convergenza tra iniziativa politica nazionale e nuove priorità dell’Unione.
La PAC come strumento di stabilità e sovranità europea.
La riforma della PAC post-2027 va letta anche alla luce delle trasformazioni strutturali che attraversano l’economia globale. L’Unione Europea si trova ad affrontare una crescente volatilità dei mercati agricoli, l’impatto dei cambiamenti climatici e una competizione internazionale sempre più aggressiva in materia di sussidi e protezione delle produzioni nazionali.
In questo scenario, la PAC non è soltanto una politica di sostegno al reddito, ma uno strumento di stabilità interna e di garanzia della sicurezza alimentare. Il rafforzamento del bilancio agricolo risponde alla necessità di evitare una dipendenza eccessiva dalle importazioni e di mantenere un presidio produttivo diffuso sul territorio europeo, in particolare nelle aree rurali più fragili.
Dimensione extra-UE e contesto geopolitico globale.
La centralità rinnovata della PAC si inserisce inoltre in una competizione globale sempre più evidente. Gli Stati Uniti continuano a sostenere il proprio settore agricolo attraverso il Farm Bill, mentre la crescente integrazione dei mercati mette sotto pressione i produttori europei. A ciò si aggiunge il ruolo dell’Ucraina come grande esportatore agricolo, le tensioni nel Mediterraneo e in Africa legate alla sicurezza alimentare e l’instabilità delle rotte commerciali.
In questo contesto, la PAC assume una funzione di difesa strategica indiretta, contribuendo a preservare l’autonomia produttiva dell’Unione e a ridurre l’esposizione a shock esterni che potrebbero avere ricadute economiche e sociali rilevanti.
Opportunità e sfide future.
Le nuove risorse previste aprono importanti opportunità per l’agricoltura europea e italiana. Un budget rafforzato può sostenere la transizione verso modelli produttivi più sostenibili, favorire l’innovazione tecnologica, rafforzare la resilienza delle filiere e contribuire alla coesione territoriale.
Allo stesso tempo, emergono criticità non trascurabili. Una gestione inefficiente delle risorse potrebbe tradursi in una frammentazione dei piani nazionali, in un aumento della complessità burocratica e in un conflitto tra obiettivi ambientali e redditività delle imprese agricole. Resta inoltre aperta la sfida dell’abbandono delle aree rurali e della capacità della PAC di sostenere concretamente le aziende di piccola e media dimensione senza ridurre la competitività complessiva del sistema europeo.
La PAC post-2027 non è soltanto una politica agricola rafforzata, ma un indicatore del riposizionamento strategico dell’Unione Europea in un contesto internazionale sempre più instabile. Il ritorno dell’agricoltura al centro dell’agenda europea segnala una presa di coscienza: sicurezza alimentare, stabilità sociale e autonomia produttiva sono elementi sempre più interconnessi con le dinamiche geopolitiche del continente.
Fonti:
– AgroNotizie – “PAC post-2027: la Commissione ci ripensa, il budget sale a circa 387 miliardi di euro”
– ANSA – “Meloni: bene la Commissione Ue sull’agricoltura, l’Italia ascoltata”
– ANSA – Dichiarazioni della Commissione europea sul rafforzamento del bilancio PAC 2028-2034
– ANSA – Dichiarazioni del Ministro dell’Agricoltura sull’aumento delle risorse per l’Italia
– Consiglio dell’Unione Europea – Documenti di contesto sulla riforma della PAC
– Documentazione istituzionale UE sulla Politica Agricola Comune












