di Giuseppe Gagliano –

Gli Stati Uniti stanno rafforzando il supporto alle operazioni delle Filippine nel Mar Cinese Meridionale attraverso la Task Force-Ayungin, un’iniziativa che prevede attività di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR), come dichiarato il 21 novembre da un rappresentante dell’ambasciata statunitense a Manila, che ha evidenziato il consolidamento dell’alleanza militare tra i due Paesi in una regione altamente contesa. La Task Force prende il nome dal Second Thomas Shoal, un’area rivendicata da Pechino nel Mar Cinese Meridionale, e mira a migliorare il coordinamento tra le forze statunitensi e filippine, in linea con le molteplici linee di cooperazione tra i due Paesi, come affermato dal portavoce dell’ambasciata statunitense, Kanishka Gangopadhyay, che non ha fornito dettagli specifici sul tipo di supporto operativo. Negli ultimi anni i legami in materia di difesa tra Stati Uniti e Filippine si sono intensificati, una dinamica criticata da Pechino, che rivendica quasi tutto il Mar Cinese Meridionale come proprio territorio, mentre le Filippine, sostenute da Washington, continuano a rivendicare la propria sovranità su Second Thomas Shoal e altre aree vicine. Il Segretario alla Difesa statunitense, Lloyd Austin, durante una visita nelle Filippine, ha ribadito l’impegno di Washington a garantire la pace e la libertà di navigazione in queste acque, fondamentali per il commercio marittimo globale, attraverso cui transitano oltre 3 trilioni di dollari di scambi ogni anno. Eduardo Ano, consigliere per la sicurezza nazionale filippino, ha sottolineato che le missioni nel Mar Cinese Meridionale, comprese quelle di rifornimento presso Second Thomas Shoal, sono operazioni esclusivamente filippine, chiarendo che gli Stati Uniti forniscono supporto come intelligence, sorveglianza e consapevolezza del dominio marittimo, ma senza partecipazione diretta. Second Thomas Shoal è difeso da un piccolo contingente filippino che risiede sulla Sierra Madre, una vecchia nave da guerra arenata 25 anni fa per rafforzare le rivendicazioni territoriali di Manila, mentre le missioni di rifornimento in questa posizione strategica sono state spesso oggetto di tensioni con la Cina, la cui guardia costiera è stata accusata di aver speronato imbarcazioni filippine e utilizzato idranti contro il personale, rivendicando la propria sovranità indiscussa su Second Thomas Shoal, situato a circa 200 km dalla costa filippina ma a oltre 1.300 km dalla terraferma cinese. Recentemente, un accordo provvisorio per le missioni di rifornimento ha evitato nuovi scontri, ma l’assistenza statunitense è vista da Pechino come una provocazione, poiché considera la presenza americana nel Mar Cinese Meridionale un’interferenza nelle sue questioni sovrane, peggiorando le relazioni bilaterali. Gli Stati Uniti e le Filippine hanno firmato il General Security of Military Information Agreement (GSOMIA) il 18 novembre, un patto che consente la condivisione sicura di informazioni militari classificate e rafforza le capacità congiunte per affrontare sfide comuni nella regione Indo-Pacifica, come annunciato dal Segretario alla Difesa statunitense Lloyd Austin e il suo omologo filippino Gilberto Teodoro durante la cerimonia presso il quartier generale militare di Manila, che ha inaugurato un centro di coordinamento congiunto per facilitare la condivisione in tempo reale di informazioni militari e migliorare l’interoperabilità tra le due forze armate, con Austin che ha ribadito l’impegno degli Stati Uniti verso le Filippine, mentre il portavoce del Ministero della Difesa filippino, Arsenio Andolong, ha definito l’accordo un passo strategico che non solo migliorerà le capacità delle Filippine, ma aprirà anche la possibilità di accordi simili con altre Nazioni che condividono ideali comuni.