di Alessandra Fabbretti / Dire *

Mentre a Manila si conclude oggi la terza giornata di mobilitazioni contro il governo, la magistratura delle Filippine haformalizzato le accuse contro l’ex deputato Elizaldy Co, in relazione allo scandalo denominato delle “infrastrutture fantasma”. L’estate scorsa un’indagine interna ha rivelato che centinaia di progetti per il controllo delle inondazioni sono stati realizzati con materiali e tecniche scadenti, oppure non sono stati mai portati a termine. All’indomani del passaggio di due tifoni particolarmente potenti, il Fung-Wong e il Kalmaegi, con centinaia di morti, migliaia di sfollati e danni per milioni di dollari, il tema è tristemente tornato d’attualità e così due organismi della società civile filippina hanno annunciato tre giorni di manifestazioni a partire da domenica, a cui hanno aderito in media 650mila persone sia domenica che nella giornata di ieri.

Stamani il difensore civico ha fatto sapere che nell’atto di accusa sono inclusi, oltre all’ex deputato, anche i nomi di vari funzionari per i lavori pubblici e membri di un’impresa edile in merito alla realizzazione di una infrastruttura stradale “grossolanamente” costruita nella provincia del Mindoro Orientale. I reati contestati vanno dalla falsificazione di documenti, all’uso improprio di fondi pubblici e alla violazione della legge sull’anti-corruzione. Stando alle testate locali, il portavoce del difensore civico Mico Clavano in conferenza stampa ha dichiarato: “I fondi pubblici erano destinati a proteggere le comunità dalle inondazioni, non ad arricchire funzionari o appaltatori privati”. Clavano ha aggiunto che l’ufficio è partito dall’indagine presentata da una commissione indipendente, che non è l’unica. Altre sono già pervenute e sono in fase di indagine preliminare: “Questo- ha concluso- è il primo di molti casi che saranno presentati in tribunale”.

“Migliaia di cittadini si stanno disperando perché le tasse che paghiamo allo Stato sono frutto di lavoro e sacrifici e invece il governo ha rubato tutti i nostri soldi” ha dichiarato all’agenzia Dire un manifestante raggiunto a Manila, che chiede di mantenere l’anonimato per ragioni di sicurezza. “I progetti per il controllo delle inondazioni si sono rivelati falsi” prosegue la stessa fonte, “e per questo chiediamo al mondo di alzare la voce per noi: vogliamo giustizia. Questo Paese è già afflitto da povertà e ora anche dalle devastazioni dei tifoni. Abbiamo il governo più corrotto del mondo” lamenta infine l’uomo.

Nel corso delle manifestazioni la Iglesia Ni Christo (Inc), una delle due organizzazioni che ha indetto le mobilitazioni di piazza, ha tenuto due comizi, nei quali ha comunicato di “essere “in possesso di prove” relativamente ai progetti infrastrutturali. Mentre però l’Inc ha anticipato a ieri sera la conclusione della protesta al Luneta Park di Manila, l’United People’s Initiative (Upi) – il secondo organismo promotore – ha proseguito quest’oggi per la terza giornata presso il People Power Monument di Quezon City, città attigua alla capitale Manila. I dimostranti, con indosso una t-shirt bianca riportante la scritta “Trasparenza per una democrazia migliore”, hanno invaso il centro delle due città ed esposto cartelli per chiedere indagini per individuare gli autori dello sperpero e dell’appropriazione di miliardi di soldi pubblici.

Una vicenda che sta determinando da settimane un terremoto politico: si sono già dimessi il segretario esecutivo Lucas Bersamin e il direttore del bilancio Amenah Pangandaman, insieme al presidente della Camera, e cugino del presidente Marcos Jr, Martin Romualdez.

Il presidente Marcos Jr ha promesso un’inchiesta a trecentosessanta gradi, ma ieri ha subito il duro attacco della sorella, la senatrice Imee Marcos, che lo ha accusato di fare uso di droghe: “La sua dipendenza- ha detto dal palco dei relatori- ha causato questa ondata di corruzione, per via dell’assenza di direzione da cui sono seguite decisioni molto sbagliate”. Un intervento che strizza l’occhio alla vicepresidente Sara Duterte, figlia dell‘ex presidente Rodrigo Duterte e principale avversaria politica di Marcos Jr. In sua difesa è intervenuto il figlio Sandro Marcos, che ha definito le accuse “non solo false, ma pericolosamente irresponsabili”.

Le Filippine sono tra i Paesi più esposti a tifoni e inondazioni, la cui frequenza è intensità secondo gli esperti viene aumentata dai cambiamenti climatici.

* Fonte: agenzia Dire.