di Alessio Cuel

Il ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia Antonio Tajani, intervenuto dal Forum Ambrosetti di Cernobbio, ha confermato quella che ad oggi pare più di un’indiscrezione, ovvero l’intenzione del governo Meloni di non rinnovare la “Belt and Road Initiative” il prossimo anno.

Dalle sponde del lago di Como, infatti, e sulla scia delle ben più dure dichiarazioni di Crosetto di un mese fa, il vicepremier ha invitato anche il Parlamento italiano a una decisione in merito all’accordo italo-cinese, ricordandone i risultati negativi rispetto alle attese.

“Vogliamo continuare a lavorare intensamente con la Cina, ma dobbiamo fare un’analisi anche sull’export: la Via della Seta, se andiamo ad analizzarla non ha portato i risultati che ci attendevamo. Le esportazioni dell’Italia verso la Cina nel 2022 sono ammontate a 16,5 miliardi di euro, quelle della Francia a 23 e quelle della Germania a 107”. “Il Parlamento – ha aggiunto Tajani – dovrà fare una valutazione e poi decidere se rinnovare o meno la nostra partecipazione a questo progetto”.

Infine nel suo intervento Tajani ha anche auspicato una maggiore autonomia dell’Unione europea rispetto agli Stati Uniti in materia di politica estera. In questo senso, Tajani ha suggerito la possibilità di escludere le spese per la difesa dal patto di stabilità e crescita, al fine di favorire il rafforzamento del potenziale europeo nel contesto della Nato.