di Giuseppe Gagliano –

La nuova normativa francese che limiterà drasticamente le chiamate commerciali senza consenso preventivo rischia di avere conseguenze ben oltre i confini nazionali. A essere colpito potrebbe essere soprattutto il Marocco, dove decine di migliaia di lavoratori operano nei call center che servono il mercato francese.

Dal prossimo 11 agosto le aziende non potranno più contattare telefonicamente i consumatori senza un consenso esplicito. La misura nasce per contrastare le telefonate indesiderate che da anni alimentano il malcontento dei cittadini francesi, ma rischia di ridurre significativamente l’attività di un settore che in Marocco dipende in larga parte dai committenti d’Oltralpe.

Negli ultimi due decenni il regno nordafricano è diventato uno dei principali poli di esternalizzazione dei servizi francofoni grazie a costi competitivi, personale qualificato e vicinanza culturale e geografica alla Francia. In molte aziende del settore, il mercato francese rappresenta oltre l’80 per cento del fatturato.

Le imprese più vulnerabili saranno quelle specializzate nella ricerca commerciale telefonica, mentre i gruppi più grandi e diversificati potranno contare su attività come assistenza clienti, supporto tecnico e gestione amministrativa. Tuttavia, l’intero comparto dovrà confrontarsi con un cambiamento strutturale del proprio modello di business.

La nuova regolamentazione arriva inoltre in una fase già segnata dalla crescita dell’automazione e dell’intelligenza artificiale. Assistenti virtuali, chatbot e sistemi di risposta automatica stanno infatti riducendo il ricorso agli operatori umani per le attività più semplici e ripetitive, accelerando una trasformazione già in corso.

Per il Marocco la questione assume anche una dimensione strategica. La forte dipendenza da un unico mercato evidenzia la vulnerabilità di un modello economico basato sull’esternalizzazione dei servizi. Una modifica normativa decisa a Parigi può infatti produrre effetti immediati sull’occupazione e sugli investimenti nel regno.

La sfida per Rabat sarà trasformare questa pressione in un’opportunità di evoluzione. Diversificare i mercati e puntare su attività a maggiore valore aggiunto, come servizi digitali avanzati, cybersicurezza, analisi dei dati e supporto tecnologico specializzato, potrebbe ridurre la dipendenza dal telemarketing tradizionale.

La vicenda dimostra come le decisioni regolamentari delle grandi economie possano avere conseguenze profonde sui Paesi integrati nelle loro filiere produttive. Per il Marocco, la stretta francese rappresenta un campanello d’allarme sulla necessità di rafforzare la propria autonomia economica e di sviluppare settori meno esposti alle scelte dei partner esteri.