di Giuseppe Gagliano –

Un’inchiesta condotta da Le Monde ha rivelato l’esistenza di un complesso sistema utilizzato dalla Russia per aggirare le sanzioni occidentali sul petrolio, orchestrato da una rete di società affiliate al trader Coral Energy. Questo meccanismo coinvolge l’uso di società offshore, navi fantasma che navigano con transponder spenti e transbordo di carichi effettuati lontano dai radar, permettendo a Mosca di continuare a esportare petrolio nonostante le restrizioni imposte.

Coral Energy, fondata dall’azero Tahir Garayev, ha avuto relazioni commerciali significative con la Russia, in particolare con il gigante petrolifero statale Rosneft. Sebbene l’azienda affermi di aver cessato le attività con la Russia all’inizio del 2022, documenti interni ottenuti da Le Monde indicano che Coral Energy ha continuato a facilitare la vendita di petrolio russo attraverso una rete di società schermo e operazioni marittime opache.

Un elemento chiave di questo sistema è l’uso di una “flotta ombra” di petroliere che operano con transponder spenti, rendendo difficile tracciare i loro movimenti. Queste navi effettuano trasferimenti di carico in alto mare, lontano dalle rotte commerciali tradizionali, per mascherare l’origine del petrolio. Inoltre, l’uso di società registrate in giurisdizioni con regolamentazioni finanziarie meno rigorose facilita il riciclaggio dei proventi e la dissimulazione dei veri beneficiari.

L’inchiesta ha anche evidenziato il coinvolgimento di istituzioni finanziarie europee. La Société Générale ad esempio avrebbe fornito finanziamenti per decine di milioni di euro alle attività di Coral Energy, mentre TotalEnergies avrebbe acquistato petrolio attraverso canali legati a questa rete. Queste rivelazioni sollevano interrogativi sull’efficacia delle sanzioni occidentali e sulla vigilanza delle istituzioni finanziarie nel prevenire il finanziamento indiretto delle attività russe.

Nonostante le sanzioni mirate a limitare le entrate della Russia derivanti dalle esportazioni di petrolio, questo sistema complesso e ben organizzato ha permesso a Mosca di mantenere flussi significativi di entrate. Ciò evidenzia la necessità di una maggiore cooperazione internazionale e di misure più rigorose per garantire l’efficacia delle sanzioni e prevenire l’elusione attraverso reti commerciali e finanziarie opache.