di Luisa Santoro –
Il 12 novembre scorso il presidente Emmanuel Macron ha inaugurato il Centro di Comando Spaziale (Commandement de l’Espace-CDE) francese a Tolosa, presentando contestualmente la tanto attesa Strategia Spaziale Nazionale francese 2025-2040 (SNS), cioè una roadmap di 15 anni che ridefinisce come la Francia, con l’Europa, intende rimanere una potenza di primo piano in orbita.
La strategia è fondata su cinque pilastri, ognuno dei quali prevede alcuni obiettivi:
Pilastro 1 — Accesso autonomo allo spazio.
In un contesto in cui i costi dei lanci stanno diminuendo drasticamente e gli attori privati stanno ridefinendo gli standard globali, la Francia punta a garantire l’accesso indipendente dell’Europa alle orbite attraverso il continuo ammodernamento del Centro Spaziale della Guyana (CSG) e l’uso continuativo del lanciatore Ariane 6 (Obiettivo 1).
Allo stesso tempo, il Paese si sta preparando per la prossima generazione di sistemi di lancio accelerando la ricerca su lanciatori pesanti riutilizzabili e nuove tecnologie di propulsione (Obiettivo 2). Questo duplice approccio, cioè proteggere l’autonomia strategica preparandosi, al contempo, a un futuro più flessibile e competitivo, riguarda anche la difesa del ruolo dell’Europa in un mercato in rapida evoluzione dominato da USA e Cina. L’obiettivo non è imitare il modello privato americano, ma creare un percorso europeo verso l’autonomia, fondato sulla cooperazione, la sostenibilità e l’innovazione industriale condivisa.
Pilastro 2 — Un’economia spaziale duale, competitiva e sostenibile.
Il secondo pilastro riconosce che, per rimanere competitiva a livello globale, l’industria spaziale europea, sebbene tecnologicamente avanzata, deve evolversi. La strategia delinea un piano per costruire un ecosistema duale e per rafforzare il legame tra i tradizionali big dell’aerospazio e una nuova generazione di start-up e PMI.
La Francia mira, inoltre, a ripristinare la competitività del settore dei satelliti e delle costellazioni (Obiettivo 3) coordinando le risorse di ricerca e industriali attorno a precise priorità tecnologiche chiave: miniaturizzazione, payload riprogrammabili, servizi in orbita, intelligenza artificiale per satelliti autonomi e sviluppo di materiali eco-responsabili.
Parallelamente, una Strategia Nazionale ed Europea sui Dati Spaziali (Obiettivo 4) garantirà che l’enorme flusso di dati generato da costellazioni come Copernicus, Galileo e IRIS² diventi una risorsa accessibile e sicura sia per i servizi pubblici sia per il settore privato, in modo da creare entro il 2030 un’infrastruttura europea aperta per il monitoraggio climatico, l’agricoltura di precisione, la gestione delle calamità e le telecomunicazioni.
Infine, un Piano Nazionale 2040 per le Competenze Spaziali (Obiettivo 5) preparerà la prossima generazione di ingegneri, ricercatori e tecnici attraverso cluster spaziali regionali a Tolosa, Paris-Saclay, Bretagna, Guyana e Provenza, garantendo anche che il capitale umano rimanga l’asset più prezioso dell’Europa.
Pilastro 3 — Resilienza e Difesa.
Il terzo pilastro affronta la crescente vulnerabilità strategica delle infrastrutture orbitali. Lo spazio non è più un ambiente neutrale ma conteso, dove i satelliti possono essere disturbati, hackerati o attaccati fisicamente. Per questo, la Francia punta ora a passare dalla consapevolezza all’azione. Un Piano Nazionale di Resilienza (Obiettivo 6) identificherà tutte le infrastrutture critiche, sia civili sia militari e stabilirà meccanismi di ridondanza volti a garantire la continuità del servizio.
L’autonomia delle costellazioni sovrane verrà mantenuta, esplorando al contempo architetture distribuite su più orbite (Obiettivo 7).
Parigi rafforzerà inoltre la rete di radar, telescopi e satelliti in grado di rilevare e identificare detriti spaziali e azioni ostili (Obiettivo 8). Questi sistemi alimenteranno la collaborazione EUSST dell’UE, garantendo che l’Europa possa attribuire in modo indipendente gli incidenti in orbita.
La Francia, infine, si sta preparando a una postura di difesa attiva nello spazio (Obiettivo 9). Ciò include la deterrenza attraverso trasparenza, attribuzione e, se necessario, contromisure reversibili, sempre nel rispetto del diritto internazionale. L’obiettivo non è la militarizzazione, ma la resilienza attraverso la credibilità: mostrare che l’Europa può proteggere i propri beni e quelli dei suoi partner.
Pilastro 4 — Scienza e Esplorazione.
La Francia manterrà una presenza umana e robotica nello spazio (Obiettivo 10), contribuendo al programma Artemis della NASA e sviluppando un veicolo-cargo europeo riutilizzabile per rifornire le future stazioni lunari. Il Paese intende inoltre continuare a formare astronauti e rafforzare la cooperazione nel quadro dei programmi di Esplorazione Umana e Robotica dell’ESA.
La scienza del sistema Terra sarà elevata allo status di priorità strategica nazionale (Obiettivo 11) e, allo stesso tempo, la Francia continuerà a investire in astrofisica e scienze planetarie (Obiettivo 12) mentre prepara la prossima generazione di strumenti — sensori quantistici, spettrometri fotonici e mini-sonde autonome.
Pilastro 5 — Diplomazia e Cooperazione Internazionale.
La Francia intende quindi svolgere un ruolo di primo piano nella definizione di norme internazionali che garantiscano responsabilità e trasparenza (Obiettivo 13); in Europa chiede una struttura di governance più chiara tra le istituzioni (Obiettivo 14), mentre in ambito extra-europeo perseguirà partenariati equilibrati con potenze spaziali consolidate ed emergenti (Obiettivo 15).
Promuovendo trasparenza, responsabilità e dialogo multilaterale, la Francia spera di plasmare un futuro in cui la forza dell’Europa sia fondata sulla sua capacità di costruire competenze, fiducia e cooperazione tra le nazioni, sulla Terra e oltre.




