di Mariarita Cupersito

“Il rischio di guerra in Europa non è mai stato così alto”, ha dichiarato il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot nel corso di un’intervista all’emittente radio France Inter. “Da quasi 15 anni la minaccia continua ad avvicinarsi a noi, la linea del fronte continua ad avvicinarsi”, ha proseguito. “I Paesi europei, all’indomani del summit euroatlantico di Londra, sono ormai pienamente consapevoli di questo. Ciò a cui assistiamo oggi è il risveglio di una parte degli europei, che si è rifiutata di vedere la realtà delle cose. È per questo che la Francia, attraverso il presidente della Repubblica, afferma ormai da sette anni che dobbiamo migliorare le nostre difese per scoraggiare la minaccia”, ha continuato il ministro francese.

Barrot ritiene che, nonostante lo scontro avvenuto lo scorso venerdì alla Casa Bianca tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, gli Usa non avrebbero comunque “alcun interesse” ad abbandonare l’Ucraina e l’Europa. “Credo che sia nell’interesse degli Stati Uniti, anzi, sia la destinazione naturale degli Stati Uniti ritrovarsi nel campo dell’Ucraina. Se l’Ucraina dovesse capitolare, non sarebbe solo una notizia terribile per il Paese, una notizia terribile per gli europei, ma anche una terribile ammissione di debolezza per gli Stati Uniti. È con questo spirito che comunichiamo a tutti i livelli con l’amministrazione americana”.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha intanto confermato in un’intervista a Le Figaro che Francia e Regno Unito propongono una tregua di un mese “nell’aria, nei mari e nelle infrastrutture energetiche” dell’Ucraina, con lo scopo di “dimostrare la buona fede di Vladimir Putin quando si impegnerà a rispettare questa tregua”. “Allora inizieranno i veri negoziati per la pace, perché noi vogliamo la pace, ma vogliamo che sia solida e duratura”, ha concluso il presidente.