Gaza. Blinken ribadisce a Netanyahu il “no” all’invasione di Rafaf, ma lui tira dritto

di Giuseppe Gagliano

Il segretario di Stato Usa Antony Blinken si è incontrato oggi a Gerusalemme con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, al quale ha ribadito la ferma opposizione dell’amministrazione statunitense ad un attacco via terra a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, dove sono ammassati un milione di profughi palestinesi in fuga dai bombardamenti israeliani, e dove l’esercito israeliano ritiene vi siano gli ultimi quattro battaglioni di Hamas. Netanyahu ha anche ribadito che non vi sarà nessun accordo con Hamas per porre fine alla guerra. Blinken da canto suo ha detto ai familiari dei sequestrati, incontrati fuori dall’hotel che lo ospita a Tel Aviv, che “non ci fermeremo fin quando non abbraccerete i vostri cari, vi chiedo di essere forti”.
Netanyahu sembra quindi non voler tenere conto delle pressioni statunitensi, forte del fatto di poterle esercitare sull’amministrazione Biden attraverso le potenti lobby sioniste in vista delle elezioni di fine anno, che vedranno il presidente Usa sfidare Donald Trump.
Le vittime palestinese hanno superato ormai le 34mila unità, di cui un terzo bambini, cifra che salirà inevitabilmente con la possibile invasione di Rafah.
Il presidente israeliano Isaac Herzog è invece intervenuto sulla paventata incriminazione della Corte penale internazionale nei confronti di Netanyahu e altre figure politiche, definendo l’eventualità come “un attacco alle democrazie”. Ha quindi fatto “appello agli alleati e amici perché si oppongano e respingano tali azioni”.