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Continua la mattanza di Benjamin Netanyahu a Gaza, un’azione militare che evidentemente poco ha a che fare con il “diritto di Israele di difendersi”: il ministero della Salute della Striscia ha comunicato ad al-Jazeera che ammonta a 143 morti civili, tra i quali almeno una ventina di bambini, il bilancio delle persone uccise nella sola giornata di ieri, in particolare nel bombardamento di Beit Lahiya. Sono quasi 43mila i civili uccisi in un anno nel conflitto di Gaza, ma anche dal Libano continuano ad arrivare notizie di morti a causa dell’offensiva israeliana, almeno 77 nella giornata di ieri.
Intanto Hezbollah ha individuato in Naim Qassem, numero due del “Partito di Dio”, il successore del leader Hassan Nasrallah, ucciso in un bombardamento israeliano insieme alla sua famiglia lo scorso 27 settembre a Beirut.
Il ministro della Difesa di Israele, Yoav Gallant, ha già commentato che “non durerà molto”, ma l’impressione che si ha è che il genocidio in corso ad opera del governo israeliano difficilmente porterà alla cancellazione di Hezbollah e di Hamas.












