di Andrea Sangermano e Maria Carmela Fiumanò / Dire * –
GENOVA. Colpita dall’antiterrorismo una rete di persone e associazioni con base a Genova che raccoglievano fondi per finanziare Hamas. Tra loro risultano anche membri di spicco dell’organizzazione all’estero. Digos e Guardia di Finanza, in applicazione di un’ordinanza del Gip, su richiesta del procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo e del procuratore di Genova Nicola Placente, hanno arrestato nove persone nell’ambito di un’indagine avviata dopo gli attentati del 7 ottobre 2023 in Israele. Colpite anche tre associazioni e sequestrati oltre otto milioni di euro. Le indagini sono state sviluppate a partire da segnalazioni di operazioni finanziarie sospette e in collaborazione anche con le autorità dei Paesi Bassi e di altri Paesi europei, col supporto anche delle autorità israeliane. Il finanziamento ad Hamas, secondo gli inquirenti, avveniva attraverso le associazioni Abspp (aAssociazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese) e Abspp odv, entrambe con sede a Genova, e l’associazione La Cupola D’Oro, con sede a Milano. Ai nove arrestati, e portati in carcere, vengono addebitate in particolare operazioni di finanziamento con contributi rilevanti, per un ammontare di circa sette milioni di euro, finalizzati a sostenere le attività di Hamas, sottraendo risorse al sostegno della popolazione civile di Gaza. Il finanziamento, spiegano la Procura e la Dna, avveniva con bonifici bancari, conti correnti postali e operazioni di triangolazione anche per tramite di associazioni con sede all’estero. I fondi arrivavano a realtà con sede a Gaza, dichiarate illegali dallo Stato di Israele perché legate o controllate da Hamas, anche attraverso la sua ala militare. In alternativa, i soldi venivano destinati direttamente a favore di esponenti dell’organizzazione, tra cui l’ex ministro Osama Alisawi, anche lui tra gli indagati. Le risorse venivano utilizzate anche per il sostegno ai familiari di persone coinvolti in attentati o di detenuti.
Tra gli indagati figura in particolare Mohammad Mahmoud Ahmad Hannoun, legale rappresentante dell’associazione Abspp, considerato un componente di vertice di Hamas insieme ad Alisawi, che avrebbe destinato all’organizzazione ingenti somme di denaro (oltre sette milioni di euro dopo il 2023) sottraendole alla finalità di sostegno alla popolazione civile di Gaza. Tra gli arrestati ci sono altre quattro persone considerate membri del comparto estero di Hamas (Raed Hussny Mousa Dawoud, Raed al-Salahat, Yaser Elasaly e Albustanji Riyad Abdelrahim Jaber), a cui si aggiungono tre sostenitori e finanziatori esterni all’organizzazione (Abu Rawwa, Abu Deiah Khalil e Saleh Mohammed Ismail Abdu). L’indagine, spiegano la Procura e la Dna, “ha permesso di accertare che Hamas si è dotata di un comparto estero e di articolazioni periferiche che operano con lo specifico scopo di promuovere l’immagine dell’organizzazione e soprattutto di contribuire al suo finanziamento, che è condizione essenziale perché possa esistere, svilupparsi e cercare di raggiungere i propri scopi”.
In particolar, l’associazione Abspp di Genova “può ritenersi una di tali articolazioni operante in Italia e partecipe, con altre simili associazioni, di un network europeo che opera coordinandosi con la struttura decisionale dell’organizzazione madre”. Insieme alle realtà italiane, sarebbero coinvolte anche quelle in Olanda, Francia, Austria e Inghilterra. In poche parole, afferma la Procura, “non si è trattato di elargizioni aventi unicamente scopo caritatevole e umanitario”. Secondo l’accusa, gli indagati erano “consapevolmente responsabili di aver sottratto capitali alle finalità assistenzialistiche” della popolazione civile di Gaza, in favore invece di un “finanziamento diretto dell’organizzazione terroristica e delle sue attività criminose”. Durante le indagini, grazie alle intercettazioni, sono emersi anche aperti riferimenti “alla jihad e ai relativi ruoli e compiti degli indagati”, insieme a “espressioni di apprezzamento sugli attentati terroristici”. E’ stato trovato anche un documento interno ad Hamas che illustra nel dettaglio le attività finalizzate a “conquistare il cuore e convertire le persone, ottenere sostegno e reclutare nuovi attivisti del movimento“, il tutto “grazie al contributo delle associazioni di beneficenza di Hamas”. Di uno degli indagati è stata anche trovata una foto in cui appare con divisa mimetica, lanciarazzi e con i simboli delle Brigate al-Qassam, circondato da altre persone appartenenti all’ala militare di Hamas. “Come ovvio – precisano la Procura e la Dna – le indagini e i fatti emersi non possono in alcun modo togliere rilievo ai crimini commessi ai danni della popolazione palestinese successivamente al 7 ottobre 2023 nel corso delle operazioni militari intraprese dal Governo di Israele, per i quali si attende il giudizio da parte della Corte penale internazionale”. Allo stesso tempo, aggiungono, “tali crimini non possono giustificare gli atti di terrorismo compiuti da Hamas, compresi quelli del 7 ottobre 2023”.
C’è anche Firenze tra i fili della rete di fiancheggiatori e finanziatori di Hamas in Italia colpita dalla Direzione nazionale antiterrorismo, in un’operazione coordinata insieme alla Procura di Genova, città da dove aveva sede il cuore dell’organizzazione. Uno dei nove per i quali sono scattate oggi le misure cautelari è infatti Raed al-Salahat, membro del comparto estero di Hamas e, dal maggio 2023, componente del “board of directors” della European Palestinians Conference. Come spiegano la Dna e al Procura di Genova, Raed Al Salahat è componente della cellula italiana di Hamas ed è dipendente dell’associazione Abspp, la realtà con sede a Genova guidata da Mohammad Mahmoud Ahmad Hannoun, considerato il vertice della cellula italiana di Hamas. A partire dal luglio del 2024, Raed Al Salahat era il referente per Firenze e la Toscana di questa organizzazione.
“È un’operazione molto importante e significativa quella portata a termine stamattina dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza con l’arresto di nove persone, tra cui il più noto Mohammad Hannoun. Pur con la doverosa presunzione di innocenza che va sempre riconosciuta in questa fase, è stato squarciato il velo su comportamenti e attività che, dietro il paravento di iniziative a favore delle popolazioni palestinesi, celavano il sostegno e la partecipazione a organizzazioni con vere e proprie finalità terroristiche di matrice islamista. Un pericolo rispetto al quale c’è la massima attenzione da parte del nostro governo. Grazie alla professionalità dei poliziotti della Direzione centrale della polizia di prevenzione, la nostra ‘antiterrorismo’, e dei nuclei specialistici della Guardia di Finanza si sono potuti ricostruire contatti e flussi finanziari su scala internazionale: l’ennesima dimostrazione delle competenze e capacità investigative delle nostre forze di polizia che si confermano tra le migliori al mondo. Sono grato al Capo della polizia, al Procuratore nazionale anti terrorismo ed ai magistrati della direzione distrettuale di Genova per come hanno coordinato tali professionalità, contribuendo allo sviluppo di una indagine di straordinaria importanza. Questo risultato ci incoraggia nell’opera di ulteriore rafforzamento delle nostre forze dell’ordine che stiamo portando avanti da tre anni e che continueremo finché ci verrà affidata la responsabilità di governo”. Lo dichiara il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
“Desidero esprimere apprezzamento e soddisfazione per l’operazione, di particolare complessità e importanza, che ha consentito di eseguire gli arresti di nove persone accusate di aver finanziato Hamas, attraverso alcune associazioni, sedicenti benefiche, per oltre sette milioni di euro. Tra queste, il presidente dell’associazione dei palestinesi in Italia Mohammad Mahmoud Ahmad Hannoun, definito dagli investigatori ‘membro del comparto estero dell’organizzazione terroristica Hamas’ e ‘vertice della cellula italiana dell’organizzazione Hamas’. Esprimo il più sentito ringraziamento, mio personale e a nome di tutto il governo, a quanti hanno reso possibile quest’operazione, Procura di genova, Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, oltre al supporto informativo fornito da AISE-Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna”. Cosi’ una dichiarazione del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
* Fonte: agenzia Dire.




