di Alessandra Fabbretti / Dire * –
Nella Striscia di Gaza due persone sono rimaste ferite in un attacco di stamani a Deir El-Balah, attribuito dalla stampa palestinese all’esercito israeliano. Secondo i residenti, inoltre, nelle zone di Deir El-Balah, Khan Younis e Rafah l’esercito starebbe continuano a spostare i blocchi di cemento che costituiscono la cossidetta “linea gialla” di “altri dieci metri”, costringendo i civili a spotarsi ancora dalla zona posta sotto il controllo dei militari.
Dal 2023, quasi l’intera popolazione della Striscia – oltre 2 milioni di persone – ha dovuto lasciare le proprie case più volte, accontentandosi di tende, alloggi di fortuna o edifici lesionati da raid e combattimenti. Il minsitero della Salute ha aggiornato intanto il bilancio delle vittime confermate a 73.333, e a 174.023 i feriti.
“Il personale medico continua a ripetere che non si tratta affatto di un cessate il fuoco” ha denunciato la dottoressa Randa Masoud, coordinatrice medica di progetto di Medici senza frontiere, che oggi in una nota fa sapere di aver “curato pazienti con devastanti ferite da esplosione causate dagli attacchi aerei delle forze israeliane”.
In particolare, sabato 25 luglio “sette raid aerei hanno colpito diverse aree della Striscia tra mezzogiorno e le 18. In totale, 8 feriti sono stati trasferiti all’ospedale da campo di Msf ad Al-Zawayda, a Deir El-Balah”. Negli ultimi 30 giorni, riferisce ancora l’ong, “le équipe di Msf presso questo ospedale da campo hanno curato 49 pazienti feriti in attacchi aerei israeliani o da cecchini israeliani. Almeno 15 di loro erano bambini”. La dottoressa Masoud testimonia che “Uno dei pazienti arrivati sabato era così gravemente ferito che abbiamo dovuto operarlo immediatamente e amputargli tre arti. Ha inoltre perso la vista da un occhio e, poiché anche l’altro ha subito un trauma grave, probabilmente resterà cieco”. Secondo la referente di progetto di Msf, “Meno di 2 ore dopo, un altro attacco aereo ha colpito Deir El-Balah, vicino all’ospedale Al-Aqsa. In seguito a quell’episodio, abbiamo inviato 2 volte le nostre ambulanze per soccorrere e trasportare in totale 6 persone”.
Secondo quanto fa sapere ancora Msf, “l’attacco nei pressi dell’ospedale Al-Aqsa ha colpito l’ingresso della struttura, uccidendo 2 persone e ferendone dieci. Oltre ai pazienti feriti in questo attacco, più tardi altre persone sono state trasferite dal pronto soccorso dell’ospedale Al-Aqsa all’ospedale da campo gestito dall’ong, poiché il reparto di chirurgia era al completo”.
In tutta la Palestina, conclude l’organizzazione, “le persone sono costantemente sotto attacco da parte delle forze israeliane. Alle ferite fisiche si aggiungono profondi traumi psicologici e ostacoli nell’accesso alle cure”. E’ atteso intanto in giornata a Washington il colloquio tra il primo ministro Benjamin Netanyahu e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il primo da quando il 28 febbraio i due paesi hanno dichiarato guerra all’Iran. In agenda, anche Gaza e le violenze in corso in Cisgiordania da parte di esercito e coloni sui civili. L’arrivo del convoglio di auto blindate con a bordo il premier, nella serata di ieri, è stato accolto da manifestanti con bandiere e scritte che accusano il governo di Israele di “terrorismo”, “genocidio” e “crimini di guerra” contro la popolazione palestinese.
Nel fine settimana Tel Aviv ha approvato la creazione di una Forza di stabilizzazione internazionale a Gaza, composta da Paesi “amici” di Israele. Non è chiaro però quando sarà inviata. Ogni ingresso dovrà essere approvato dal premier e dai ministri di Esteri e Difesa, e dovrà agire in “pieno coordinamento” con l’esercito israeliano.
* Fonte: agenzia Dire.





