di Giacomo Dolzani –
Dove il mondo vede un genocidio il ministro delle finanze nazionalista di Tel-Aviv, Bezalel Smotrich, vede opportunità immobiliari, “una miniera d’oro”.
Questo olocausto in stile israeliano, con le sue centinaia di migliaia di sfollati e i quasi 65.000 morti, perpetrato dalle forze armate dello stato ebraico costituisce infatti per la parte più estremista del governo del premier Benjamin Netanyahu un fatto positivo e se, al successo di una ben progettata pulizia etnica per una Terra Santa libera da non ebrei, si può aggiungere un vantaggio economico tanto meglio.
Smotrich ha infatti affermato che Gaza è “una miniera d’oro immobiliare che si ripagherà da sola” e che si sta già redigendo un vero e proprio piano economico per spartirsi, insieme agli alleati statunitensi (in pratica gli unici rimasti), la ricostruzione della Striscia, in quanto “la fase di demolizione è già a buon punto”.
La volontà di speculare sulla ricostruzione non era comunque un segreto 6ed è un denominatore comune a tutte le guerre, considerati anche i grotteschi video generati con l’intelligenza artificiale e diffusi dai profili social di Donald Trump, nei quali il presidente Usa viene rappresentato mentre prende il sole sulla spiaggia di una Gaza city simile a Singapore.
Secondo quanto riferito pubblicamente da Smotrich, con una visione alquanto distorta della realtà, l’ingente sforzo economico affrontato da Tel-Aviv per compiere questo massacro deve infatti essere in qualche modo ripagato, insomma ci vuole una sorta di risarcimento per le fatiche del popolo israeliano da parte dei gazawi.












