di C. Alessandro Mauceri –

Secondo l’ultimo aggiornamento sulla situazione umanitaria nella Striscia di Gaza, pubblicato dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari – Territori palestinesi occupati (ochaopt.org) e basato sui dati forniti dal Ministero della Sanità palestinese, dal 7 ottobre 2023 al 7 ottobre 2024 sono almeno 41.965 i palestinesi uccisi e 97.590 feriti. Questi dati però non tengono conto delle morti “indirette”. Già qualche mese fa uno studio intitolato “Contare i morti a Gaza: difficile, ma essenziale”, pubblicato dall’autorevole rivista scientifica The Lancet, calcolava che i morti nella Striscia di Gaza a causa della campagna militare israeliana, potrebbero essere molti di più. Gli autori dello studio parlano di 185mila vittime, pari al 7,9% della popolazione della zona. Una differenza derivante dall’aver incluso nel conteggio non solo le morti dirette, ovvero dovute alle operazioni di guerra, ma anche le morti indirette, vale a dire quelle causate da malattie, malnutrizione e ferite dovute alla condizione in cui vivono le persone nella Striscia di Gaza. Lo studio però parlava di “stime”, visto che era molto difficile contare i caduti in un contesto infernale come quello di Gaza.

Ora a confermare questi numeri è un nuovo documento. E questa volta non si tratta di stime ma di dati rilevati “sul campo”. Il 2 ottobre scorso 99 tra medici, chirurghi e infermieri statunitensi (!) hanno inviato al presidente Joe Biden e alla sua vice Kamala Harris una lettera “aperta” con la quale denunciano che le vittime nella Striscia di Gaza sono molte di più delle stime dell’UNRWA. Il nuovo numero non è basato su calcoli statistici, ma dalla constatazione sul campo. I firmatari della lettera, infatti, sono “persone che hanno trascorso complessivamente 254 settimane all’interno dei più grandi ospedali e delle principali cliniche di Gaza”. “Siamo tra i pochi osservatori neutrali a cui è stato permesso di entrare nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre. (…) Questa lettera e la sua appendice dimostrano, con prove incontrovertibili, che il bilancio delle vittime a Gaza da ottobre a oggi è molto più alto di quanto si creda negli Stati Uniti. È probabile che il numero effettivo dei morti in questo conflitto abbia già superato le 118.908 persone, una cifra impressionante, il 5,4% della popolazione di Gaza”.

Il numero complessivo delle vittime a Gaza è “fino a 25 volte superiore a quello delle morti causate dalla violenza militare”. Morti cosiddette “indirette”, provocate da “infezioni respiratorie, gastrointestinali, nonché da complicazioni materne e neonatali. Ma non basta. A Gaza la mancanza di acqua potabile e cibo hanno provocato un drammatico aumento dei casi di malattie e malnutrizione tra la popolazione. Il quadro generale riportato nella lettera inviata al presidente americano è sconcertante: “A parte alcune marginali eccezioni, a Gaza sono tutti malati, feriti o entrambe le cose. Questo riguarda anche gli operatori umanitari locali, i volontari internazionali e probabilmente anche tutti gli ostaggi israeliani: ogni uomo, donna e bambino”.

I firmatari del documento appena inviato hanno allegato un’appendice nella quale sottolineano come Israele sta deliberatamente cercando di colpire i più piccoli, i bambini. Ma anche strutture sanitarie, personale medico e infrastrutture civili. Questo smentisce la scusa addotta da Israele che finora ha sempre cercato di giustificare i propri attacchi a queste strutture dicendo che c’erano terroristi nascosti negli ospedali. I medici hanno scritto di non “aver mai visto alcun tipo di attività militante palestinese in nessuno degli ospedali o altre strutture sanitarie di Gaza”. “Non riusciamo a capire perché continuiate ad armare un Paese che sta deliberatamente uccidendo in massa tutti questi bambini”, hanno detto i medici e il personale sanitario. “Ogni giorno che continuiamo a fornire armi e munizioni a Israele è un altro giorno in cui le donne vengono fatte a pezzi dalle nostre bombe e i bambini assassinati dai nostri proiettili”.

La lettera-denuncia dei medici americani mette in luce l’indicibile violenza che si sta consumando a Gaza e accusa Washington e i governi europei di non aver detto molto di questa situazione. Ma soprattutto, conferma che la Corte Internazionale di Giustizia aveva ragione quando, a gennaio scorso, aveva dichiarato che esistono “prove sufficienti” per valutare l’accusa di genocidio nei confronti di Tel Aviv. Prove che molti paesi occidentali fingono di non vedere.