di Mariarita Cupersito –

“Condanniamo l’ingiustificabile uccisione dei giornalisti, un inaccettabile attacco alla libertà di stampa e a tutti coloro che rischiano la vita per raccontare il dramma della guerra” ha dichiarato la premier Giorgia Meloni nel corso del suo intervento al meeting di Rimini.

“Non abbiamo esitato un solo minuto a sostenere il diritto all’autodifesa di Israele dopo l’orrore del 7 ottobre, ma allo stesso tempo non possiamo tacere ora di fronte a una reazione che è andata oltre il principio di proporzionalità mietendo troppe vittime innocenti e arrivando a coinvolgere anche le comunità cristiane”, ha aggiunto la premier, rinnovando l’appello per il “cessate il fuoco” e la liberazione degli ostaggi da parte di Hamas. “Rivendichiamo il ruolo ricoperto dall’Italia in questa crisi”, ha proseguito. “Siamo il primo paese non musulmano per evacuazioni sanitarie da Gaza. C’è chi scrive le mozioni e chi salva bambini, io sono fiera di fare parte dei secondi”.

La presidente ha inoltre rivendicato il sostegno politico e militare all’Ucraina, definendolo un concreto contributo alla pace. Dopo tre anni di guerra, ha osservato la premier, “si sono aperti spiragli per un percorso negoziale grazie all’eroica resistenza del popolo ucraino e al sostegno compatto che l’Occidente, l’Europa e l’Italia hanno garantito, nonostante un’opinione pubblica non sempre convinta”. La proposta italiana del modello art.5 della Nato per le garanzie di sicurezza di Kiev, prosegue la premier, è “la principale sul tavolo, un possibile contributo alla pace che la nostra nazione ha fornito e penso che dobbiamo esserne fieri”.

“L’Unione europea è sempre più condannata all’irrilevanza geopolitica, incapace di rispondere efficacemente alle sfide di competitività poste da Cina e Usa come, ha giustamente rilevato Mario Draghi da questo palco”, ha osservato la Meloni. “Molte delle critiche che ho sentito rispetto all’attuale condizione dell’Ue le condivido così tanto da averle formulate molto spesso nel corso degli anni, tanto da venire criticata aspramente anche da chi oggi si spella le mani”, ha aggiunto.

L’Ue “deve ripartire da una visione politica che abbia passione. Deve ridurre la burocrazia e sostenere la competitività delle imprese”. L’Europa, in modo pragmatico faccia meno e meglio”.