di Guido Keller –
Notte di alta tensione nel Mediterraneo orientale, dove la marina israeliana ha sequestrato diverse imbarcazioni della Global Sumud Flotilla diretta verso Gaza, provocando una forte reazione da parte di governi e organizzazioni internazionali. L’operazione, avvenuta al largo di Creta in acque internazionali, ha portato al fermo di circa 175 attivisti e ha innescato un duro scontro diplomatico.
Gli organizzatori della missione umanitaria denunciano un intervento violento e illegittimo: “Un precedente illegale nelle acque internazionali”. Secondo quanto riferito, alcune navi sarebbero state danneggiate durante l’azione militare: “in avaria e danneggiate”, con le forze israeliane che avrebbero “distrutto i motori e i sistemi di navigazione” prima di ritirarsi, “abbandonando intenzionalmente centinaia di civili” nonostante l’arrivo di una tempesta. Inoltre, “le comunicazioni con diverse imbarcazioni sono state interrotte, limitando così la loro possibilità di coordinarsi o di chiedere aiuto”.
Diversa la versione fornita dal ministero degli Esteri israeliano, che ha diffuso immagini degli attivisti fermati, sostenendo che alcuni di loro stessero “che si divertono a bordo di imbarcazioni israeliane”. Lo stesso ministero ha aggiunto che “circa 175 attivisti provenienti da oltre 20 imbarcazioni della flotilla dei preservativi stanno ora raggiungendo pacificamente Israele” e ha parlato del ritrovamento di “preservativi e droga” su una delle navi.
Secondo fonti stampa, l’operazione avrebbe coinvolto una parte della flottiglia complessiva, mentre le altre imbarcazioni sarebbero state avvertite di cambiare rotta per evitare l’intercettazione.
La reazione internazionale non si è fatta attendere. Ankara ha definito l’azione un “atto di pirateria”, dichiarando di aver adottato “tutte le misure necessarie” per tutelare i propri cittadini. In una nota ufficiale, il ministero degli Esteri turco ha accusato Israele di aver “violato i valori umanitari e il diritto internazionale”, invitando “la comunità internazionale ad adottare una posizione unitaria contro questo atto illegale”.
Anche dalla società civile arrivano dure prese di posizione. Freedom Flotilla Italia ha espresso solidarietà agli attivisti, parlando di “una violazione del diritto internazionale” e chiedendo “una risposta immediata del Governo italiano e dell’Unione Europea”. Nel dettaglio, l’organizzazione sottolinea che “l’azione è stata condotta dall’esercito israeliano (Idf), configurandosi come un intervento armato in acque internazionali ai danni di un’imbarcazione civile”, definendolo “un episodio di estrema gravità”.
Nel comunicato si legge inoltre che si tratta di “una violazione del diritto internazionale, delle norme sulla libertà di navigazione e dei principi fondamentali di tutela delle missioni umanitarie” e si condanna “ogni atto di forza contro civili impegnati in iniziative umanitarie”. L’organizzazione denuncia anche “l’escalation di azioni che mettono a rischio l’incolumità di attivisti e attiviste”.
Freedom Flotilla Italia richiama poi la comunità internazionale a intervenire: “Tali azioni si inseriscono in un contesto già segnato da gravi tensioni e da una crisi umanitaria di vasta portata”. E rivolge un appello alle istituzioni italiane affinché “attivi immediatamente tutti i canali diplomatici per garantire la sicurezza degli attivisti coinvolti” e “assuma una posizione pubblica chiara e inequivocabile”.
L’organizzazione chiede inoltre che l’Italia promuova in sede europea “una presa di posizione comune e netta” che comprenda “una condanna formale dell’accaduto”, “la sospensione delle relazioni politiche e diplomatiche con l’entità sionista” e “l’adozione di misure sanzionatorie coerenti con il diritto internazionale”.
Ribadendo il valore delle missioni civili, Freedom Flotilla Italia evidenzia che “le iniziative civili e umanitarie rappresentano un presidio fondamentale di solidarietà internazionale” e che “qualsiasi attacco contro di esse costituisce non solo un pericolo per le persone coinvolte, ma anche un precedente grave”. In conclusione, l’organizzazione sottolinea che “la sicurezza delle persone e la difesa delle libertà fondamentali non possono essere subordinate a logiche di forza”.
Sul piano diplomatico, Turchia e Spagna hanno discusso della vicenda sottolineando “la necessità di una posizione internazionale unitaria”. Durante il colloquio, è stato ribadito che “l’intervento illegale delle forze israeliane contro la Global Sumud Flotilla (…) ha messo a rischio la vita di numerosi civili (…) e ha violato il diritto internazionale”.
Dura anche la reazione politica italiana. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha dichiarato: “Questa è pirateria internazionale”. E ha aggiunto: “Si tratta nuovamente di una inaccettabile violazione del diritto del mare”, sottolineando che “l’abbordaggio è illegale e gli attivisti sono stati sequestrati in acque internazionali”. Schlein ha quindi chiesto che “questa operazione illegale dell’IDF deve interrompersi subito” e che “gli attivisti sequestrati devono essere immediatamente liberati”, invitando le istituzioni a “esprimere una chiara condanna”.
Infine, una dichiarazione congiunta di Italia e Germania esprime “forte preoccupazione” per l’accaduto e richiama “il pieno rispetto del diritto internazionale applicabile” oltre alla necessità “di astenersi da azioni irresponsabili”. I due Paesi sottolineano che “la nostra priorità comune e assoluta è garantire la sicurezza dei nostri cittadini” e ribadiscono l’impegno della comunità internazionale per assicurare aiuti umanitari a Gaza “in conformità con il diritto e gli standard internazionali”.




