di Alessandra Fabbretti / Dire *

“Seguiamo da vicino la vicenda della Global Sumud Flotilla. Ai 58 cittadini italiani garantiremo assistenza diplomatica e consolare come sempre fatto per i cittadini italiani fermati in Israele per iniziative analoghe. Ho anche chiesto all’Unità di crisi della Farnesina di restare in stretto contatto con la portavoce della Global Sumud Flotilla. L’ambasciata italiana a Tel Aviv è stata attivata e su mia istruzione, sono state sensibilizzate le autorità israeliane sul rispetto dei diritti fondamentali di tutti i partecipanti a bordo, compresi parlamentari, e ho chiamato anche il ministro degli Esteri Sa’ar per sensibilizzarlo personalmente sulla questione”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Tajani in audizione al Senato, esprimendo anche “piena solidarietà alle autorità qatarine”, dopo l’attacco israeliano alla delegazione di negoziatori di Hamas.

“L’attacco di martedì a uno stato che non è parte del conflitto, ma anzi è impegnato in una preziosa mediazione insieme all’Egitto è inaccettabile. Il nostro obiettivo è rilanciare il processo politico per arrivare a due Stati che possano vivere in pace e sicurezza”, ha detto Tajani.

“L’Italia è a favore della nascita di uno stato di Palestina per vivere in sicurezza a casa propria e in pace con Israele”, tuttavia “riconoscere uno stato senza prima creare le condizioni della sua nascita non avrebbe nessun effetto se non quello di allontanare la pace”.

Tajani ha ribadito che l’Italia “sostiene pienamente il piano di ricostruzione di Gaza avanzato dall’Egitto” e ha confermato anche la disponibilità dei nostri militari “a partecipare a una missione a guida araba” per la successiva stabilizzazione di Gaza, di cui però “Hamas non deve essere parte”. “Di tutti questi temi discuterò nel pomeriggio a Roma col ministro degli esteri turco Fidan”, presente in missione alla Farnesina.

“Abbiamo condannato con forza coi partner europei e arabi la decisione di Israele di procedere alla politica degli insediamenti a Gerusalemme Est e in Cisgiordania. Alla riunione dei ministri degli Esteri dell’Unione europea della scorsa settimana a Copenhagen, insieme alla Germania abbiamo proposto di infliggere nuove severe sanzioni contro i coloni violenti e siamo disponibili a inasprire le misure restrittive contro chi assalta i villaggi palestinesi, arrivando a colpire anche le comunità cristiane, storico elemento di pace e stabilità nella regione. Siamo pronti a valutare, non appena verranno presentate in Consiglio, anche le ulteriori proposte di sanzioni preannunciate dalla presidente von der Leyen ieri nel suo discorso a Strasburgo”.

Stabilizzazione del Medio oriente, cessate il fuoco, riapertura delle vie umanitarie e creazione dello Stato palestinese: “Tutto è possibile”, assicura il vicepremier e ministro degli Esteri Tajani, “ma bisogna mantenere il canale diplomatico e di dialogo aperto con Israele”. Lo ha detto nel corso della sua informativa al Senato sugli attuali sviluppi in Medio oriente e Ucraina.

“Quello che accade nella Striscia è sempre più inaccettabile. Siamo fermamente contrari al piano di occupazione israeliano di Gaza e a ogni piano di trasferimento forzato dei palestinesi dalla Striscia, così come “il piano degli insediamenti in Cisgiordania o una sua annessione”.

Il ministro, pur tornando a condannare con forza l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, nonché l’ultimo attentato dei giorni scorsi a Gerusalemme, chiarisce: “Le scelte del governo Netanyahu sono andate ben oltre una reazione proporzionata e i principi del diritto umanitario. Troppe vittime. Troppi bambini sono morti e continuano a morire a Gaza City e altri parti della Striscia, dove Hamas continua a farsi scudo della popolazione civile. Da nonno e da padre dico che questa carneficina deve finire subito”.

Tajani aggiunge: “Le legittime critiche contro queste azioni non devono mai alimentare un nuovo antisemitismo”.

* Fonte: agenzia Dire.