Gaza. Tra tregua fragile e crisi umanitaria: trattative internazionali e tensioni sul campo

di Shorsh Surme –

Il cessate-il-fuoco a Gaza rimane formalmente in vigore nonostante le continue violazioni attribuite alle forze israeliane, mentre la situazione umanitaria per i residenti continua a peggiorare a causa della scarsità di aiuti che raggiungono la Striscia.
Sabato sera l’emittente pubblica israeliana Kan ha rivelato che il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha tenuto, circa una settimana fa, un incontro segreto con l’ex Primo Ministro britannico Tony Blair, nell’ambito degli sforzi diplomatici riguardanti gli accordi per il “giorno dopo” nella Striscia di Gaza.
Secondo alcune fonti, Blair starebbe lavorando a un’iniziativa che prevede il trasferimento all’Autorità Nazionale Palestinese del controllo di alcune aree della Striscia, in una fase iniziale sperimentale che potrebbe diventare permanente in caso di esito positivo.
In Cisgiordania, dove si registra un’intensificazione delle operazioni israeliane, l’esercito ha annunciato di aver ucciso due palestinesi, sostenendo che avessero tentato un “attacco con un’auto” nei pressi di Hebron.
Nel frattempo il Sindacato dei Giornalisti Palestinesi ha documentato 57 violazioni e attacchi contro operatori dell’informazione durante il mese di novembre.
In Libano l’esercito israeliano ha reso noto sabato che domenica mattina avrebbe avviato un’esercitazione militare su larga scala nelle aree del Monte Dov, del Monte Hermon e nelle Fattorie di Shebaa, nel nord del Paese, al confine con il Libano meridionale, precisando che non sono stati rilevati rischi di sicurezza immediati.
A Gaza le squadre della Protezione Civile, insieme ai residenti, hanno avviato domenica il recupero dei corpi di palestinesi sepolti in modo improprio nel complesso dell’Ospedale Arabo (Battista) al-Ahli durante la guerra, in vista del loro trasferimento nei cimiteri ufficiali.
Nel corso dei mesi di conflitto, migliaia di famiglie palestinesi sono state costrette a seppellire i propri cari in fosse comuni o di fortuna, nei cortili delle scuole, negli ospedali e persino nelle strade, a causa dell’impossibilità di raggiungere i cimiteri ufficiali per via degli intensi bombardamenti.
Durante una conferenza stampa, il portavoce della Protezione Civile, Mahmoud Basal, ha dichiarato: «Oggi abbiamo iniziato a trasferire i corpi dei nostri martiri dai luoghi in cui erano stati sepolti in modo disordinato durante la guerra, a causa dell’intensità dei bombardamenti che ha impedito la loro sepoltura nei cimiteri ufficiali».
Basal ha aggiunto che l’operazione viene condotta in coordinamento con il Ministero della Salute, il Dipartimento di Medicina Legale e altre autorità competenti, e che squadre specializzate lavoreranno al trasferimento dei corpi da ospedali, strade e tombe domestiche verso i cimiteri designati.
Infine il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato che incontrerà entro la fine del mese il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per discutere della situazione in Medio Oriente. Non è stato reso noto il luogo del vertice, ma l’ufficio del premier ha confermato di aver ricevuto un invito alla Casa Bianca dopo una telefonata tra i due leader avvenuta lunedì scorso.