di Giuseppe Gagliano –

La compagnia petrolifera franco-britannica Perenco ha annunciato un massiccio piano di investimenti nell’Africa centrale, destinandovi il 75% dei suoi fondi regionali entro il 2025. Il focus principale sarà su Gabon e Congo, con un ruolo centrale riservato al gas naturale. A delineare questa strategia è Armel Simondin, il nuovo CEO dell’azienda, subentrato a Benoît de la Fouchardière nel marzo 2024.

Armel Simondin, classe 1972, è una figura di spicco nel settore energetico internazionale, grazie alla sua lunga esperienza in paesi strategici come Nigeria e Angola durante la sua permanenza in TotalEnergies. Prima di essere nominato CEO di Perenco, Simondin ha ricoperto il ruolo di responsabile per le operazioni in Camerun, un mercato chiave per l’azienda. La sua carriera include anche una significativa esperienza in McDermott, società di ingegneria specializzata nel settore petrolifero e del gas.

Conoscitore delle dinamiche politiche ed economiche africane, Simondin ha deciso di concentrare gli sforzi dell’azienda su due paesi fondamentali per il portafoglio di Perenco: il Gabon e il Congo. Questa scelta strategica riflette non solo la disponibilità di risorse naturali in queste aree, ma anche l’opportunità di posizionare il gas naturale come una risorsa cruciale per lo sviluppo energetico regionale.

Secondo quanto dichiarato da Simondin, il gas naturale rappresenterà tra il 30% e il 40% degli investimenti totali dell’azienda in Africa centrale. “Il gas è il futuro per il mix energetico della regione,” ha affermato il CEO. Questa transizione verso il gas è in linea con le tendenze globali che vedono il settore puntare su combustibili meno inquinanti rispetto al petrolio.

Perenco è già un attore di primo piano nella produzione di gas in Gabon e Camerun, con progetti significativi che includono infrastrutture di liquefazione e trasporto. La compagnia intende espandere la sua rete di esportazione, mirando principalmente ai mercati europei e asiatici. Nel Congo, la società sta negoziando nuovi contratti per sfruttare i giacimenti di gas offshore, mentre in Gabon si prevede l’ampliamento delle strutture esistenti per massimizzare la produzione.

L’impegno di Perenco nell’Africa centrale non si limita alla produzione di energia. La compagnia ha anche annunciato iniziative volte a promuovere lo sviluppo delle comunità locali. “Vogliamo creare valore non solo per l’azienda, ma anche per le economie dei paesi in cui operiamo,” ha sottolineato Simondin. Questo approccio comprende progetti di formazione per le maestranze locali, il trasferimento di competenze tecniche e investimenti in infrastrutture comunitarie.

Entro il 2025, Perenco prevede di aumentare la propria produzione complessiva di petrolio e gas del 20%, con il gas che giocherà un ruolo sempre più predominante. Tuttavia, l’azienda non intende abbandonare completamente il settore petrolifero, che rimane la spina dorsale del suo modello di business.

Nonostante le prospettive promettenti, Perenco dovrà affrontare diverse sfide operative e geopolitiche. L’instabilità politica in alcune nazioni africane, le fluttuazioni dei prezzi delle materie prime e le pressioni internazionali verso la decarbonizzazione rappresentano ostacoli potenziali. Tuttavia, Simondin si dice fiducioso: “Abbiamo la capacità e l’esperienza per adattarci a un mercato in continua evoluzione.”

L’attenzione strategica sul gas non solo allinea Perenco con le richieste globali di energia più pulita, ma posiziona anche l’azienda come un partner essenziale per i governi africani, che vedono nel gas naturale una leva per la crescita economica e l’accesso all’energia.

Con Armel Simondin al timone, Perenco sta puntando su una crescita equilibrata che combina l’espansione economica con l’impegno verso una transizione energetica sostenibile. La strategia delineata dal CEO segna un cambio di passo importante per l’azienda, che punta a rafforzare la sua posizione di leader nel mercato energetico africano. “Il nostro obiettivo è essere protagonisti della trasformazione energetica del continente, contribuendo allo sviluppo di un futuro più sostenibile,” ha concluso Simondin.