
di Giuseppe Gagliano –
Per la prima volta la Germania parteciperà in autunno a “Poker”, la principale esercitazione francese dedicata alla deterrenza nucleare. La decisione, annunciata al termine del Consiglio di difesa e sicurezza franco-tedesco, rappresenta un passaggio politico di rilievo e riflette il tentativo di Parigi e Berlino di rafforzare la sicurezza europea in un contesto segnato dalle crescenti incertezze sul futuro dell’impegno militare degli Stati Uniti nel continente.
L’esercitazione simula l’impiego della componente aerea della deterrenza nucleare francese. La partecipazione tedesca non comporta alcun accesso al controllo delle armi atomiche francesi, che rimane prerogativa esclusiva di Parigi, ma segna l’avvio di una più stretta integrazione della Germania nelle attività di pianificazione e preparazione strategica.
Per Berlino si tratta di una novità significativa. Dalla fine della Seconda guerra mondiale la sicurezza tedesca si è fondata sulla protezione statunitense e sul sistema di condivisione nucleare della Nato. L’avvicinamento alla Francia apre ora la prospettiva di una componente europea della deterrenza, complementare a quella garantita dagli Stati Uniti.
Il presidente Emmanuel Macron sostiene da tempo che la forza nucleare francese contribuisca alla sicurezza dell’intero continente, pur ribadendo che ogni decisione sull’eventuale impiego dell’arma atomica resterà esclusivamente nelle mani del presidente della Repubblica francese. Questa impostazione consente una maggiore cooperazione con gli alleati senza mettere in discussione la piena sovranità nazionale sulla deterrenza.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio processo di rafforzamento della cooperazione strategica tra Francia e Germania, alimentato dai dubbi europei sulla continuità dell’impegno statunitense e dalla necessità di sviluppare maggiori capacità autonome di difesa. Al tempo stesso, tuttavia, restano aperte profonde divergenze sui principali programmi industriali comuni, dal futuro caccia europeo ai sistemi terrestri e spaziali, che continuano a risentire della competizione tra le rispettive industrie della difesa.
La partecipazione tedesca a Poker assume quindi un valore che va oltre l’aspetto operativo. Essa rappresenta un segnale della volontà europea di rafforzare la propria capacità di deterrenza, pur senza mettere in discussione il ruolo della Nato, e conferma come il tema della sicurezza del continente stia assumendo una dimensione sempre più autonoma rispetto agli equilibri tradizionali dell’Alleanza atlantica.











