BERLINO. La “Brandmauer”, il cordone sanitario costruito dai partiti tedeschi intorno all’AfD, comincia a mostrare una prima significativa crepa in Sassonia-Anhalt. Il Bündnis Sahra Wagenknecht (BSW) ha annunciato che i suoi cinque parlamentari regionali sono pronti a votare un candidato dell’Alternative für Deutschland alla presidenza del Landtag, aprendo per la prima volta alla possibilità che l’AfD conquisti la guida di un parlamento regionale tedesco.
L’AfD è uscita dalle elezioni regionali come nettissima vincitrice, ottenendo il 43,8 per cento dei voti e 39 degli 83 seggi del Landtag. La maggioranza assoluta è fissata a 42: sommando ai 39 deputati dell’AfD i cinque eletti del BSW si arriva quindi a 44 voti, sufficienti per eleggere il presidente dell’assemblea. La CDU del cancelliere Friedrich Merz si è fermata al 17,2 per cento, mentre SPD e Verdi hanno ottenuto rispettivamente il 9,3 e l’8,9 per cento. La Linke ha conquistato otto seggi e il BSW cinque.
Sahra Wagenknecht ha spiegato che, in quanto forza politica nettamente più votata, all’AfD spetterebbe secondo le consuetudini parlamentari la presidenza del Landtag. La scelta definitiva dipenderà tuttavia dal nome proposto. Più esplicito John Lucas Dittrich, dirigente del gruppo parlamentare regionale del BSW, secondo il quale l’AfD potrà contare sui voti del suo partito. Se l’intesa sarà confermata, si tratterà di un precedente politico nazionale: mai finora l’AfD ha espresso il presidente di un parlamento regionale.
Diversa, almeno per ora, è la questione della guida del governo della Sassonia-Anhalt. L’AfD punta alla carica di ministro-presidente per il suo leader regionale Ulrich Siegmund, ma il BSW non ha annunciato di volerlo sostenere. Wagenknecht ha invece proposto un ministro-presidente indipendente e una maggioranza costruita sui singoli provvedimenti, mentre l’AfD insiste sul nome di Siegmund.
La situazione resta tuttavia estremamente fluida. Reuters riferisce che Siegmund ha confermato l’esistenza di colloqui sia con il BSW sia con singoli esponenti di altre forze politiche per verificare la possibilità di costruire una maggioranza stabile. L’AfD dispone di 39 deputati e deve quindi trovare almeno tre voti aggiuntivi per controllare autonomamente la maggioranza assoluta del Landtag. Il BSW ne possiede cinque e rappresenta per questo l’interlocutore numericamente più semplice, anche se una coalizione formale tra le due forze resta per ora esclusa.
Il risultato mette sotto ulteriore pressione il cancelliere Friedrich Merz. La CDU governava la Sassonia-Anhalt da vent’anni e il successo dell’AfD rappresenta una delle più pesanti sconfitte subite dai cristiano-democratici negli ultimi decenni. Merz aveva inoltre indicato nella riduzione del consenso dell’AfD uno degli obiettivi politici della propria leadership, mentre il partito guidato a livello federale da Alice Weidel e Tino Chrupalla è oggi arrivato a contendere alla CDU il primato anche nei sondaggi nazionali.
Ad aumentare la tensione con Berlino è intervenuto Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha salutato pubblicamente il risultato della Sassonia-Anhalt, parlando di una forza populista “in ascesa” e attaccando le politiche migratorie tedesche. Trump aveva già pubblicato nella notte elettorale un grafico con il risultato dell’AfD e successivamente ha concluso un nuovo messaggio con la sigla “MGGA”, evidente richiamo al suo “Make America Great Again” e interpretabile come “Make Germany Great Again”.
Le parole del presidente americano hanno provocato una dura reazione nella maggioranza tedesca. Il coordinatore transatlantico del governo, il socialdemocratico Metin Hakverdi, ha ricordato che sono i tedeschi a decidere autonomamente in materia di immigrazione e di voto, aggiungendo che Berlino non ha bisogno di “consigli dalla Casa Bianca”. Anche esponenti della SPD hanno denunciato quella che considerano un’ingerenza nella politica interna tedesca.
Un colloquio telefonico previsto tra Trump e Merz è stato nel frattempo rinviato su iniziativa tedesca. Il portavoce del governo Stefan Kornelius non ha confermato un rapporto diretto tra la decisione e le dichiarazioni di Trump sull’AfD, ma ha ricordato la posizione già espressa dal cancelliere contro le interferenze e i commenti stranieri sulle elezioni tedesche.
La partita decisiva resta quindi quella per il governo della Sassonia-Anhalt. L’AfD ha mancato di appena tre seggi la maggioranza assoluta e la disponibilità del BSW a rompere almeno in parte il tradizionale isolamento politico della destra apre uno scenario fino a pochi anni fa difficilmente immaginabile. L’elezione di un presidente AfD del Landtag sarebbe già un precedente nazionale; un eventuale accordo successivo sulla guida del governo trasformerebbe invece la Sassonia-Anhalt nel primo Land tedesco governato dall’Alternative für Deutschland.




