di Giuseppe Gagliano

Il governo del Ghana ha deciso di interrompere la cooperazione militare con gli Usa che prevedeva la possibilità, stabilita con un accordo sulla Difesa nel 2018, di utilizzare determinate infrastrutture militari del paese.

Il Ghana non ha mai ospitato basi militari statunitensi secondo il concetto tradizionale, mentre l’accordo prevedeva l’utilizzo di infrastrutture locali per operazioni logistiche e di supporto: una delle principali installazioni operative era il West Africa Logistics Network (WALN), situato presso l’aeroporto internazionale Kotoka ad Accra. Questa struttura fungeva da hub logistico per le operazioni militari statunitensi in Africa occidentale, facilitando il trasporto di truppe, equipaggiamenti e forniture. Il WALN era essenziale per garantire rapidità ed efficienza nelle missioni regionali, supportando operazioni di addestramento e interventi umanitari.

La cooperazione militare si articolava quindi attraverso la concessione dell’utilizzo di infrastrutture, l’addestramento militare e le operazioni antiterrorismo, specialmente nella regione del Sahel e oltre.

La scelta del Ghana di interrompere l’accesso alle strutture militari agli Stati Uniti segnala la volontà di riaffermare la propria sovranità e di ridurre l’influenza straniera nelle questioni di sicurezza nazionale. Questa decisione potrebbe influenzare le dinamiche geopolitiche nella regione, spingendo altri paesi africani a riconsiderare le proprie relazioni militari con potenze straniere, un fenomeno in corso da alcuni anni e che appare come crescente.