di Francesca Piccini

TOKYO. L’82enne imperatore del Giappone Akihito ha tenuto un discorso alla nazione, il secondo in 27 anni, in cui ha fatto sapere la sua propensione ad abdicare in quanto “Sono preoccupato per la difficoltà di esercitare le mie funzioni come simbolo dello Stato”, a causa dell’età e dei problemi di salute ad essa connessi.

L’abdicazione sarebbe a favore del primo nell’ordine di successione, il figlio Naruhito, di 56 anni.

La cosa sembrerebbe semplice ed ordinaria, se non fosse per il fatto che la Costituzione del 1947 non contempla la possibilità dell’abdicazione, prevedendo esclusivamente il subentro in caso di morte di un erede maschio, ma il 56enne Naruhito ha a sua volta come primogenita e quindi erede la figlia 14 enne Aiko, femmina.

Akihito ha fatto quindi intendere alla classe politica giapponese la necessità improcrastinabile di una riforma costituzionale, per cui il premier Shinzo Abe ha commentato che “Riflettendo sull’attuale stato dei doveri pubblici dell’imperatore, la sua età e il peso dei suoi impegni, dobbiamo considerare cosa è possibile fare”. (…). “Riceviamo con attenzione le parole di Sua Maestà l’Imperatore e dobbiamo rifletterci profondamente”.

In realtà di una riforma in tal senso si era già parlato in passato, ma poi il secondo genito dell’imperatore, il principe Akishino (Fumihito) ha avuto nel 2006, dopo due femmine, un figlio maschio, Hisahito.

La via è però tutt’altro che semplice, dal momento che in Giappone sta prendendo piede la destra nazionalista scaldata dalle tensioni con la Cina ed i paesi confinanti, specie per le isole contese Senkaku e Takeshima, per cui lo stesso Abe ha voluto la riforma della Costituzione pacifista (articolo 9) del paese ed incrementare le spese militari: c’è chi vorrebbe assicurare al ruolo dell’imperatore oltre che la rappresentanza simbolica della nazione, il ritorno alla tradizione del “dio vivente”, come fu fino al 1945, quando imperatore era il padre di Akihito, Hirohito, il quale venne costretto dai vincitori statunitensi a proclamare alla radio la sua natura umana.

Nel solo 2015 Akihito ha presenziato a 270 appuntamenti pubblici ed ufficiali; nel 2003 è stato sottoposto a bypass coronarico e lo scorso inverno ha fatto temere per la sua vita a seguito di una devastante forma influenzale.