di Enrico Oliari –

Netta vittoria dei Liberaldemocratici in Giappone: dopo tre anni di Governo Noda, i conservatori tornano al potere grazie ad una tornata elettorale dal risultato schiacciante, al punto che il leader del partito Lpd, Shinzo Abe, ha potuto affermare che “la vittoria dei Liberaldemocratici (Ldp) è maturata a causa del fallimento dei Democratici nel corso degli ultimi 3 anni”.

A caldo Abe sì è lasciato andare ad affermazioni forti, sia in materia di politica interna che estera: “la priorità assoluta del governo sarà quella di sconfiggere la deflazione, già con il prossimo extra-budget”, mentre in materia di Iva, per la quale il premier uscente Yoshihiko Noda aveva previsto un raddoppio dal 5 al 10%, ha fatto sapere che rimarrà invariata. “Ricostruiremo le relazioni con gli Stati Uniti – ha continuato Abe intervenendo sulla tv pubblica Nhk – rovinate nei tre anni di governo dei Democratici, per sviluppare i rapporti con la Cina e la Corea del Nord e poter calibrare le risposte alle provocazioni. Tokyo deve operare sulle politiche di sicurezza nazionale e sulle politiche diplomatiche: solo così il Giappone potrà tornare ad avere autorevolezza internazionale”.

In materia di isole contese, Abe ha fatto sapere che il Giappone non vuole inasprire ulteriormente le relazioni con la Cina, ma non intende rinunciare alla sovranità sulle isole Senkaku, per cui “la Cina sta sfidando la realtà, ovvero che quelle isole appartengono al territorio del Giappone”. “Il nostro obiettivo – ha aggiunto – è fermare la sfida, ma non vogliamo peggiorare le relazioni con Pechino”.

Da parte sua lo sconfitto Yoshihiko Noda ha dichiarato che quanto uscito dalle urne “è un risultato molto severo, ma è il giudizio del popolo giapponese”. L’ormai ex premier ha fatto sapere di aver “comunicato le intenzioni al segretario generale del partito e al vice premier” di volersi dimettere, un gesto per farsi carico della bocciatura decisa dall’elettorato all’operato del governo varato a settembre 2011.