di Alberto Galvi

Nonostante le loro relazioni spesso difficili, i leader di Grecia e Turchia hanno concordato di riprendere i colloqui bilaterali, interrotti lo scorso anno dal presidente turco Tayyip Erdogan in una disputa sulle violazioni dello spazio aereo e per l’accusa al primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis di fare pressioni sugli Stati Uniti per bloccare la vendita di aerei da combattimento F-16 alla Turchia.

Per decenni i due alleati della NATO sono stati in disaccordo su una serie di questioni, tra cui l’inizio e la fine delle loro piattaforme continentali, le risorse energetiche, i sorvoli del Mar Egeo e la divisione di Cipro.

Entrambi recentemente rieletti, il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si sono incontrati a margine del vertice NATO di Vilnius, ed i ministri di gabinetto delle due parti si vedranno dopo l’estate nella città di Salonicco, nel nord della Grecia.

Le relazioni tra i due paesi sono migliorate quando la Grecia è diventata una delle prime a inviare soccorritori in Turchia a seguito dei devastanti terremoti di febbraio, che hanno provocato la morte di 50mila persone. La cosiddetta diplomazia dei terremoti è entrata in gioco anche nel 1999, quando due gravi scosse hanno colpito la Turchia e la Grecia a un mese di distanza l’uno dall’altro.

Gli Usa hanno accordato la vendita alla Turchia di 40 F-16.