di Giuseppe Gagliano

La situazione politica in Guinea-Bissau è sempre stata caratterizzata da instabilità e incertezze, e la recente decisione del presidente Umaro Sissoco Embaló di non ricandidarsi per un secondo mandato aggiunge ulteriore complessità allo scenario. Sebbene questa dichiarazione possa sembrare un gesto di distensione, appare chiaro che le sue azioni successive dipingono un quadro meno democratico. Il presidente ha espresso il suo veto su alcune delle figure politiche più influenti del paese, come Braima Camará, Nuno Nabiam e Domingos Simões Pereira, indicando chiaramente che nessuno di loro potrà succedergli.

Questo tipo di manovra non è solo insolito, ma evidenzia il tentativo di mantenere il controllo sul potere anche in vista di un potenziale ritiro. Le elezioni presidenziali, il cui rinvio continuo ha generato un clima di incertezza, non hanno ancora una data definitiva, mentre le elezioni legislative sono fissate per novembre. Tuttavia, la vera sorpresa è stata la nomina della figlia del presidente, Suzana Teixeira Embaló, come consigliera speciale. Questo gesto ha sollevato accuse di nepotismo, nonostante non vi sia alcuna legge che vieti la nomina di parenti in incarichi istituzionali.

La presenza di Suzana al fianco del padre in eventi internazionali importanti come la visita di stato in Cina e il summit Africa-Corea indica una crescente influenza politica della giovane, che potrebbe portare alla sua eventuale candidatura come successore del padre. La reazione della società civile e dei partiti di opposizione non si è fatta attendere. Le critiche sono state immediate, con accuse di gestione familiare del potere. Organizzazioni come la Lega guineana per i diritti umani hanno espresso preoccupazione per la deriva autocratica del paese. Sul piano geopolitico, la Guinea-Bissau rappresenta un piccolo ma cruciale punto di interesse nell’Africa occidentale, una regione strategicamente importante sia per le potenze occidentali sia per i nuovi attori globali come la Cina. La crescente influenza di quest’ultima, visibile attraverso l’espansione delle sue relazioni bilaterali con il paese, mostra come il presidente Embaló stia cercando di diversificare le alleanze. In questo contesto, la mancata data delle elezioni presidenziali e il potenziale passaggio di potere a un membro della famiglia Embaló sollevano dubbi sulla futura stabilità del paese, che potrebbe cadere in un ciclo di incertezza politica e conflitti interni.