di Giuseppe Gagliano

Rimpasto di governo in Guinea-Bissau, paese che sta attraversando una fase di instabilità politica con il rischio di ripercussioni significative non solo a livello nazionale, ma anche regionale e internazionale.

La riorganizzazione delle cariche di governo, volute da Umaro Sissocó Embaló, ha visto la nomina di figure vicine al presidente con l’obiettivo di rafforzare il suo controllo su un esecutivo che, fino a pochi mesi fa, includeva membri di partiti che ora si sono allontanati dalla maggioranza. Questo spostamento politico è emblematico della strategia di Embaló, il quale cerca di mantenere il potere tramite una serie di manovre che includono il rinvio delle elezioni presidenziali, sostituite da elezioni legislative fissate per novembre 2024.

La nomina di Dionísio Cabi, un esponente dissidente del Partito del Rinnovamento Sociale (PRS), al ministero della Difesa, è particolarmente indicativa dell’approccio di Embaló. Il presidente sembra determinato a consolidare il suo controllo sul settore della sicurezza, un aspetto cruciale in un paese dove la stabilità è spesso minacciata da tensioni interne e dall’influenza di gruppi militari. La ristrutturazione dei ministeri, con cambi di poltrone tra figure già inserite nel sistema di potere, mostra inoltre una volontà di mantenere il controllo su tutte le aree governative, nonostante le evidenti fratture politiche.

Le azioni di Embaló hanno implicazioni che vanno oltre i confini nazionali. La Guinea-Bissau è un paese con una storia di instabilità politica, ma la situazione attuale presenta rischi particolarmente elevati per la sicurezza della regione dell’Africa occidentale. La vicinanza geografica a paesi come il Senegal e la Guinea-Conakry, che hanno anch’essi storie di turbolenze politiche, rende la stabilità della Guinea-Bissau un elemento critico per la pace regionale.

Il Patto di Lisbona, firmato dai principali leader dell’opposizione tra cui Domingos Pereira e Nuno Nabiam, segnala la formazione di un fronte unito contro Embaló. Questo sviluppo potrebbe portare a un aumento delle tensioni, soprattutto se l’opposizione decidesse di mobilitare manifestazioni di massa a Bissau. In un contesto di forte polarizzazione politica, il rischio di scontri violenti e di un ulteriore deterioramento della sicurezza interna è molto alto. La comunità internazionale, compresi attori come l’ECOWAS e l’Unione Africana, potrebbe trovarsi costretta a intervenire per prevenire un’escalation della crisi.

La decisione di Embaló di rinviare le elezioni presidenziali e convocare elezioni legislative ha sollevato preoccupazioni circa la legittimità del suo governo. Questa scelta, percepita come una violazione della costituzione, potrebbe non solo alienare ulteriormente la popolazione, ma anche attirare critiche e sanzioni da parte della comunità internazionale. La Guinea-Bissau, che già soffre di problemi economici e sociali significativi, potrebbe vedere peggiorare la sua posizione internazionale e la fiducia degli investitori stranieri, aggravando ulteriormente le condizioni di vita della popolazione.