Incidente di Addis Abeba: diverse compagnie sospendono i voli del Boeing 737

L’incredibile similitudine con l’aereo precipitato in ottobre al largo di Giacarta.

di Nunzio Messere

Sono state recuperate entrambe le scatole nere del Boeing 737 Max 8 della Ethiopian Airlines precipitato ieri mattina, poco dopo il decollo, con 157 persone tra cui 8 italiani, tutte perite nell’incidente.
A volare però oggi sono le perplessità per l’incredibile somiglianza fra quanto accaduto ad Addis Abeba e lo scorso 29 ottobre al largo di Giacarta, in Indonesia, quando precipitò il Boeing 737 Max 8 della indonesiana Lion Air, incidente che costò la vita a 189 persone. In entrambi i casi i piloti sembrano essere stati vittime del meccanismo computerizzato che interviene in modo automatico per dare stabilità al velivolo, ma è ancora troppo presto per arrivare a conclusioni. Quello che è certo è che, come ha spiegato Tewolde Gebremariam, ad. della Ethiopian Airlines, l’aereo era “nuovo di zecca”, acquistato in novembre, ed “i controlli e la manutenzione di routine non hanno mai rivelato alcun problema”.
Oggi però l’ Ethiopian Airlines, così come la Cayman Airways, la Cina e l’Indonesia hanno comunicato la sospensione dei voli con aerei Boeing 737 Max 8, ed anche la Corea del Sud ha annunciato controlli approfonditi.
L’Easa, l’Agenzia europea per la sicurezza e il monitoraggio aereo, ha riportato che “è presto per prendere decisioni” e che nello specifico dell’incidente di ieri ha preso contatto con la statunitense Federal Aviation Administration (Faa) e con le autorità etiopi.
Sono 55 i Boeing 737 Max 8 in forza a compagnie aeree dell’Ue, mentre l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (Anac) ha reso noto che “gli aeromobili di questo modello nella flotta italiana sono 3, in uso alla compagnia Air Italy”, e che “Dalle verifiche condotte si conferma che il vettore italiano opera in piena osservanza delle prescrizioni operative” emesse dalla Boeing e approvate dalla Faa.
Alla Borsa Usa oggi la Boeing ha perso il 7,16%, dopo aver aperto con il 12,80% in negativo: il costo di un Boeing 737 Max 8 si aggira sui 12 milioni di dollari.
Intanto la Procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti e senza ipotesi di reato con indagine affidata al procuratore Giuseppe Pignatone, mentre l’Unità di crisi della Farnesina sta lavorando al rientro delle salme degli italiani, per quanto comprensibilmente ci vorrà tempo. Si tratta dei resti del noto archeologo Sebastiano Tusa, assessore ai Beni culturali della Regione Sicilia, il quale era diretto in Kenya per un progetto Unesco; di Paolo Dieci, presidente della ong Cisp e di Link 2007; di Carlo Spini, medico di 75 anni e presidente della onlus Africa Tremila di Bergamo, del commercialista Matteo Ravasio, tesoriere e volontario della stessa associazione; delle funzionarie del World Food Programme dell’Onu Maria Pilar Buzzetti, Virginia Chimenti e Rosemary Mumbi.