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Vladimir Putin è stato accolto all’aeroporto di Nuova Delhi tra danzatrici tradizionali e grandi onori, mentre nelle vie della città sfoggiano sue gigantografie. Il primo ministro Narendra Modi gli ha dato il benvenuto donandogli una copia in russo della Bhagavad Gita, un testo sacro indiano fondamentale. Ma anche un poema epico che riporta la conversazione tra il dio Krishna e il guerriero Arjuna sul campo di battaglia: “Gli insegnamenti della Gita ispirano milioni di persone in tutto”, spiega il leader indiano dai suoi profili X, forse augurandosi che possano essere fonte di ispirazione anche per il presidente russo, anche lui alle prese con un’ostica battaglia.
E infatti il conflitto in Ucraina è stato al centro dell’incontro bilaterale tra il primo ministro Narendra Modi e il Presidente russo Putin. Come riporta India Today, il Primo Ministro Modi ha ribadito che l’India è dalla parte della pace. “l’India non è neutrale e si schiera dalla parte della pace nella guerra in Ucraina”, ha riferito all’ospite, ribadendo la posizione espressa a Donald Trump all’inizio di quest’anno. “Durante il loro attesissimo incontro bilaterale a Delhi venerdì, il primo Ministro Modi ha elogiato Putin come leader visionario- riferisce la testata indiana- e ha sottolineato che questa è ‘un’era di pace’”.
Sempre a India Today, il presidente russo ha rilasciato un’intervista esclusiva in cui ha parlato a tutto campo sul conflitto in Ucraina, sui negoziati in corso, e in stallo, condotti dagli Usa, e anche del presidente americano. “Per quanto riguarda la situazione in Ucraina, sì, lo ripeto ancora una volta. Sono assolutamente certo, senza alcun dubbio, che Trump mira sinceramente a una risoluzione pacifica – spiega Putin, rispondendo alla giornalista -. Gli Stati Uniti potrebbero avere diverse ragioni per questo. Umanitarie, personalmente per Trump, perché vuole sinceramente porre fine alle ostilità e prevenire ulteriori perdite di vite umane. Ma potrebbero esserci anche interessi politici, legati alla fine del confronto tra Russia e Ucraina. O anche motivi economici”.
L’invasore dell’Ucraina svela anche i dettagli di un incontro di “cinque ore” con gli inviati di Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff, ammettendo: “Francamente, persino io me ne sono stancato”. Ma per la prima volta parla apertamente dei negoziati in corso condotti dagli Usa sul piano di pace per l’Ucraina. Il presidente russo ha definito i negoziati “utili e necessari, ma complessi”. E ancora: “Il piano che gli americani ci hanno portato ora, non lo avevamo ancora visto, quindi abbiamo dovuto esaminare ogni punto ed è per questo che ci è voluto così tanto tempo”, ha spiegato. Sui 28 punti del piano originario, diventati 27 c’è stato quindi molto da discutere: “È una missione impegnativa quella intrapresa da Trump – ha osservato Putin con la giornalista -. Convincere le parti in conflitto a raggiungere una sorta di consenso non è facile”. Anche perché “alcune proposte statunitensi – ci ha tenuto a precisare – erano inaccettabili”.
Tra i punti più critici, ha spiegato senza addentrarsi troppo, l’ingresso di Kiev nella Nato definita “un’alleanza politico-militare e una minaccia per noi”. Poi i nodi dei territori ucraini contesi con Mosca, Lugansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia. E su questi scaglia il suo diktat: “Tutto si riduce a questo. O liberiamo questi territori con la forza delle armi. Oppure le truppe ucraine se ne vanno e smettono di combattere lì”. Del resto a India Today ha riportato la sua missione: ovvero “in Ucraina la Russia cerca di proteggere i suoi interessi, proteggere la nostra gente che vive lì, proteggere i nostri valori tradizionali, la lingua russa. La nostra Operazione militare speciale non è l’inizio di una guerra, ma un tentativo di porvi fine. Porre fine a una guerra che l’Occidente ha scatenato contro di noi per mano dei nazionalisti ucraini”.
Ma come dimostra la numerosa delegazione che lo accompagna in India, e che comprende i vertici delle principali aziende statali come Rosneft, Gazprom Neft, Rosoboronexport e Sberbank, altri sono i temi in ballo tra i due India e Russia. Putin, sempre alla testata indiana, ha risposto anche alle domande sulle politiche tariffarie di Donald Trump, in particole sui dazi su cui è in corso un braccio di ferro perché la stessa India rinunci al petrolio di Mosca. “Presumo che stia agendo in buona fede”, commenta il presidente russo, riferendosi al presidente Usa, pur osservando che “le decisioni non si prendono dal nulla”. Sul tema del commercio energetico, Putin evidenzia poi “i doppi standard occidentali”, chiedendo: “Se gli Stati Uniti hanno il diritto di acquistare il nostro combustibile, perché l’India non dovrebbe avere lo stesso privilegio?”, riferendosi alle importazioni statunitensi di combustibile nucleare russo.
E poi alla domanda su una potenziale riduzione dell’apporto di petrolio russo da parte dell’India, a causa delle pressioni occidentali, Putin ha riconosciuto un leggero calo degli scambi commerciali. “C’è un certo calo del fatturato commerciale complessivo durante i primi nove mesi di quest’anno – ha ammesso, per poi minimizzare – si tratta solo di un piccolo aggiustamento”. Tuttavia, ha sottolineato l’affidabilità del partner indiano, osservando che il commercio di prodotti petroliferi e greggio “procede senza intoppi in India”. Esprimendo fiducia nelle relazioni bilaterali, il Presidente Putin ha condiviso il sentimento delle aziende russe, affermando: “Credono che le loro controparti indiane siano persone affidabili e molto serie”. In sostanza, Putin sostiene “l’autonomia strategica nella politica estera dell’India” che ha un suo impatto sul commercio energetico con la Russia, alla faccia delle strategie messe in campo dagli Usa e Trump. Pressioni e sanzioni che, come punta a dimostrare questo viaggio, non hanno per nulla raffreddato i rapporti tra Russia e India.
* Fonte: agenzia Dire.












