di Giuseppe De Santis –

Gran parte del gas da cucina utilizzato in India proviene dal Medio Oriente e, di conseguenza, la chiusura dello Stretto di Hormuz ha creato notevoli difficoltà per le famiglie indiane, costrette non soltanto a fare i conti con il razionamento delle bombole, ma anche con il forte aumento dei prezzi del poco prodotto disponibile sul mercato.

Per far fronte a questa situazione, il governo indiano, attraverso la compagnia petrolifera statale Indian Oil Corporation, ha firmato un accordo con la società energetica algerina Sonatrach per aumentare le importazioni di gas da cucina dall’Algeria e compensare così il calo delle forniture provenienti dai Paesi mediorientali.

Secondo i termini dell’accordo, l’India importerà dall’Algeria tra le 540mila e le 660mila tonnellate di gas da cucina all’anno, trasportate via mare. Si tratta di gas di petrolio liquefatto (Gpl), costituito principalmente da una miscela di propano e butano.

Per l’Algeria l’intesa riveste una particolare importanza, poiché consentirà al Paese nordafricano di diversificare ulteriormente i mercati di destinazione dei propri idrocarburi, riducendo la dipendenza dalle esportazioni verso l’Europa e rafforzando al tempo stesso i rapporti commerciali ed energetici con una delle maggiori economie asiatiche.

Per l’India, invece, la decisione di aumentare gli acquisti di Gpl dall’Algeria rientra in una strategia più ampia volta a diversificare le fonti di approvvigionamento energetico. Nuova Delhi sta infatti cercando di rafforzare i rapporti con altri produttori africani di idrocarburi, tra cui Nigeria e Angola, con l’obiettivo di ridurre al minimo le conseguenze della chiusura dello Stretto di Hormuz e diminuire la propria vulnerabilità alle crisi che interessano le tradizionali rotte energetiche del Medio Oriente.