di Alberto Galvi

In India le votazioni hanno sette fasi elettorali; quelle in corso sono iniziate il 19 aprile e l’ultima fase si terrà il 1 giugno, concludendo un esercizio gigantesco in cui si sono registrate per votare 969 milioni di persone. Le prime quattro fasi si sono svolte il 19 aprile, il 26 aprile, il 7 maggio e il 13 maggio. Si prevede che persone provenienti da 36 stati e territori dell’Unione eleggeranno 543 rappresentanti alla Lok Sabha, la Camera bassa del parlamento. I voti verranno conteggiati il ​​4 giugno.

I membri del Lok Sabha sono eletti direttamente in collegi uninominali con voto a maggioranza semplice e due nominati dal presidente; i deputati durano in carica 5 anni. La maggior parte dei partiti politici sono allineati in due grandi coalizioni: l’NDA (Alleanza Nazionale Democratica) guidata dal BJP (Bharatiya Janata Party) del primo ministro Narendra Modi, e l’INDIA (Alleanza Inclusiva Nazionale per lo Sviluppo Nazionale), una coalizione di 26 partiti guidati da il principale partito di opposizione, il Congresso.

L’affluenza di oltre il 57 per cento è stata registrata il 20 maggio in 49 collegi elettorali in sei Stati e due territori dell’Unione. Il voto scaglionato ha già deciso il destino di 428 dei 543 membri del Lok Sabha.

Il primo ministro in carica Narendra Modi è in lizza per un terzo mandato, ed anche se la sua popolarità è in calo, i numeri lo danno ancora in vantaggio sui suoi rivali.