di Enrico Oliari –

Il primo ministro indiano Narendra Modi, leader della più grande democrazia del mondo, ha pubblicato un articolo speciale sul quotidiano russo Kommersant dedicato a uno dei temi più discussi dell’epoca contemporanea: il futuro dell’intelligenza artificiale.

Nel suo intervento Modi ha sottolineato come il mondo stia vivendo un momento cruciale nello sviluppo tecnologico. Proprio in questo contesto, ha ricordato, la capitale indiana New Delhi ha recentemente ospitato un vertice globale dedicato all’intelligenza artificiale, segno della crescente centralità di questa tecnologia nel dibattito internazionale.

Secondo il premier indiano l’intelligenza artificiale rappresenta una svolta paragonabile alle più grandi innovazioni nella storia dell’umanità. “La storia conosce molti progressi tecnologici che hanno cambiato il corso della civiltà”, ha scritto Modi. “L’intelligenza artificiale è al pari del fuoco, della scrittura, dell’elettricità e di Internet”. A suo avviso, la rapidità dei cambiamenti generati dall’IA è senza precedenti: trasformazioni che in passato richiedevano decenni oggi possono verificarsi in poche settimane e avere effetti su scala globale.

Nel suo articolo il capo del governo indiano ha insistito sulla necessità di mantenere l’essere umano al centro dello sviluppo tecnologico. L’intelligenza artificiale, ha spiegato, rende le macchine più intelligenti, ma soprattutto permette alle persone di affrontare e risolvere problemi complessi con maggiore rapidità. Per questo motivo, ha ribadito, l’IA deve essere “orientata all’uomo e non alla macchina”.

Modi ha inoltre messo in guardia contro una visione in cui l’uomo diventi subordinato alla tecnologia. “L’essere umano non dovrebbe mai diventare un’appendice delle macchine”, ha affermato. Al contrario, l’intelligenza artificiale dovrebbe servire come strumento per il bene globale e come mezzo per aprire nuove opportunità di progresso.

Un altro punto centrale dell’intervento riguarda la condivisione delle innovazioni. Secondo il premier indiano, le tecnologie producono i maggiori benefici quando vengono diffuse e sviluppate collettivamente, anziché essere custodite come asset strategici. In questa prospettiva, le piattaforme aperte possono permettere a milioni di persone di contribuire allo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale più sicuri e centrati sull’uomo.

“La forza più grande dell’umanità è l’intelligenza collettiva”, ha concluso Modi, sottolineando che l’IA dovrebbe evolversi come un bene comune globale, capace di favorire cooperazione e progresso condiviso.